Venerdì ,27 Maggio 2011
 

Wojtyla, si insedia la Commissione dei saggi. Deciderà in merito all'affaire della statua

I saggi valuteranno e poi la gente deciderà. Per questo si è insediata la commissione, nominata da Gianni Alemanno, che dovrà discutere dell'affaire della statua di Giovanni Paolo II in piazza dei Cinquecento, alla stazione Termini di Roma. A presiederla è Umberto Broccoli, sovraintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale; gli altri membri sono: Francesco Buranelli, segretario della Commissione Pontificia per i Beni Culturali della Chiesa, Giovanni Carbonara, direttore della Scuola di specializzazione in Beni Architettonici e del paesaggio per lo studio e il restauro dei monumenti e Maria Vittoria Marini Clarelli, direttore della Soprintendenza alla Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea. "Una commissione di altissimo profilo e altissimo livello - ha detto Broccoli - che inizierà a lavorare immediatamente". Subito una difesa per la statua che raffigura Giovanni Paolo II nell'atto di sollevare il tabarro in segno di accoglienza e che per il Sovrintendente è gia diventata "meta di pellegrinaggio, fotografatissima e centro di attrazione" e poi, molte opere, come ad esempio la Cappella Sistina, criticate all'inizio sono diventate quello che sono". In ogni caso l'opera d'arte del maestro Oliviero Rainaldi ha sollevato molte polemiche e per questo si dovrà lavorare, senza limiti di tempo perché, ha spiegato il sindaco Gianni Alemanno, "il mandato non è temporale". Anche se, ha sottolineato Carbonara, "non faremo passare dei secoli". Alla fine ci saranno dei consigli, delle considerazioni sull'inserimento della statua nel tessuto del luogo nel quale è stata installata, sull'opera in sé e nuove proposte. E solo successivamente verrà avviato un sondaggio "per il quale dobbiamo ancora studiare le forme", ha aggiunto Alemanno. Comunque, "la valutazione popolare - ha detto - deve essere fatta anche sulla base delle nuove proposte mentre non mi interessa l'aspetto che attiene alla politica ma solo quello popolare. In ogni caso vogliamo interpretare il sentimento popolare ma il tempo che la commissione si prenderà ci serve per evitare considerazioni troppo a caldo". E sull'ipotesi polemicamente ventilata nei giorni scorsi di spostare la statua al nord, a Milano e a Venezia, Alemanno ha risposto che "non faremmo mai questo a Giovanni Paolo II".

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