Viaggio della Memoria, Zarelli (presidente Cr Lazio): "Un'esperienza che ti porti dentro"
di Giovanna Sfragasso
Emozionato e commosso Melchiorre Zarelli si aggira attorno alle rovine del lager di Auschwitz-Birkenau. Per la prima volta appare spogliato dell'alone istituzionale che gli dona la carica di presidente del Cr Lazio. E' un uomo fra tanti, che come gli altri prova a capire il senso di tanta desolazione: “E' la terza volta che torno – ci racconta durante il viaggio – E come le precedenti sento addosso una sensazione che non so spiegare. Questo vento, gelido e penetrante, sembra portare con se i lamenti delle vittime che qui hanno lasciato la vita. Anche quando ritorno a casa, il ricordo di questo luogo non mi lascia per giorni”. Solo quando gli parliamo del torneo della Memoria, i suoi occhi sembrano riprendere a brillare, specialmente quando l'attenzione si sposta sulla presenza del Colle del Sole, prima squadra femminile della storia di questa competizione: “Sono davvero contento di vedere che anche le ragazze hanno scelto con piacere di partecipare. Mi ha colpito la loro sensibilità, che i loro coetanei uomini presentano meno accentuata. Questa è la strada giusta, abbiamo voglia di continuare lungo questo percorso”. Fianco a fianco alla Regione: “Ovviamente. Impossibile immaginare questo torneo senza il contributo che il Lazio ci fornisce. Il Comitato da solo non ce la farebbe a sostenere una competizione del genere. Spero che il prossimo anno questa sinergia possa proseguire, al fine di aprire le porte ad un numero maggiore di squadre, già comunque cresciute dalla prima edizione. Mai come in queste occasioni il calcio rappresenta un momento di formazione e di grande crescita culturale e sociale. Tutto questo mi riempie di gioia”. Molto emozionato anche Sergio Coppetelli, che ha guidato la delegazione arbitrale invitata per questa incredibile esperienza. E ben vengano iniziative come il Torneo della Memoria, per sensibilizzare i più giovani verso questi terribili crimini. Perché, come ha dichiarato Melchiorre Zarelli, le sensazioni che vivi in questo posto te le porti dentro. E non se ne vanno quando varchi l’uscita.









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