Vecchi o Scarponi? L'obbligo degli under sta generando una situazione paradossale. I commenti di direttori sportivi, allenatori e calciatori
Nella nostra inchiesta sull'obbligo degli Under nei campionati dilettanti della nostra regione, abbiamo voluto raccogliere delle opinioni degli addetti ai lavori.
Questi i commenti di alcuni dei ds contattati.
Claudio Franci (Civitavecchia): “Sono contrario a questa regola perché ci costringe a scelte obbligate. Ritengo che i giovani bravi possano trovare comunque spazio a prescindere dai regolamenti; anche per fare un cambio, durante l’incontro, bisogna stare attenti se non si vuole incorrere in sanzioni. Anche a livello di campagna acquisti si creano dei disagi, poiché i giovani preferiscono la Serie D e quindi ci si muove con difficoltà”.
Fabio Quadraccia (Ostia Mare): “Credo che siano un po’ troppi. Per quanto ci riguarda non ci crea problemi, dal momento che abbiamo un settore giovanile molto collaudato, che sforna ogni anno giovani interessanti e pronti per la categoria. Mi metto però nei panni delle altre società, che non sempre possono contare su un settore giovanile come il nostro e devono fare di necessità virtù. Credo che chi ha i giovani bravi li fa esordire, a prescindere dalle regole imposte”.
Maurizio Proietti (Palestrina): “E’ una regola che è stata decisa da anni e a cui noi dobbiamo attenerci. E’ chiaro che può avvantaggiare alcune società e sfavorirne altre, però a inizio stagione si sa che ci si deve attenere a questo diktat e quindi bisogna esser pronti. Qualche problema ce lo può creare, però non mi sento di dire di esser né contrario, né favorevole; è una regola imposta e noi come società ci dobbiamo attenere”.
Le parole degli allenatori
Francesco Punzi (Albalonga) - “Questa norma è in vigore da tanti anni. E’ una regola uguale per tutti, stessi benefici e stessi danni per tutti. Ritengo, però, che aldilà della regola in sé, sia un dovere
delle società far giocare il maggior numero di giovani possibili. Il difetto relativo all’esubero di calciatori disoccupati è dovuto alle pretese dei calciatori, che hanno richieste economiche a volte un po’ troppo esagerate”.
Luca Sancricca (Cecchina) - “Obiettivamente sono favorevole perché questa regola permette ai giovani di esprimere le loro qualità in campionati come Eccellenza o Dilettanti, dove altrimenti avrebbero difficoltà a giocare. Penso, inoltre, che andrebbe applicata anche in campionati di categoria superiore perché, alla fine, rappresenta un vantaggio anche per noi allenatori, che possiamo lavorare con i giovani e farli crescere il più possibile. Certo, non nego che le società economicamente meno forti sono svantaggiate nella scelta, perché gli under migliori sono preda di chi ha un budget più ampio”.
Pasquale Luiso (Sora) - “La regola degli under è un grosso problema. Almeno quattro devono giocare, altrettanti devono essere in rosa. Finisce che anche l’Eccellenza assomiglia a un campionato Juniores, cosa che crea numerosi disoccupati anche tra giocatori di appena 27-28 anni. Un aspetto preoccupante. Penso, quindi, che un ‘91 o un ‘92 – se è bravo – deve stare nella Primavera di qualche società di serie-A o serie-B, non in Eccellenza o in Promozione”.
I commenti dei calciatori
CATRACCHIA classe '88
“La vedo come una regola positiva perchè è giusto valorizzare e farli crescere. Sarebbe troppo facile fare una campagna acquisti in cui vengono comprati solo giocatori d’esperienza e fare così una squadra forte. L’unico aspetto negativo è che la società deve essere molto brave a scovare talenti e a portarli nella propria squadra perchè non è facile trovare giovani interessanti al giorno d’oggi. Noi abbiamo diversi ragazzi bravi ma dovremo vedere come cresceranno”.
SANTONI classe '84
“Mi trovo in disaccordo. Se hai un giovane bravo non avrà problemi a giocare lo stesso. Quasi sempre, poi, dopo l’ultimo anno in cui rientrano nella regola, i ragazzi hanno molte difficoltà a trovare un’altra squadra, alcuni smettono addirittura di iocare. Tra gli aspetti positivi c’è solo che alcuni giovani hanno la possibilità di fare esperienza in fretta ma dipnde anche molto dal contesto in cui cresci. E’ una regola che c’è solo nel Lazio e secondo me pensalizza molto la regione. I nostri giovani, però, sono i più forti di tutti”.
VICINI classe '89
“Non rientro più nella regola da quest’anno e per questo sono ancora senza squadra. In Eccellenza quattro giovani di Lega sono troppi, ne basterebbero tre anche perchè poi finito il periodo non riesci più a trovare spazio. Un giovane bravo può fare esperienza ma è una regola molto fine a se stessa perchè se poi a causa di questa regola non ti prendono più, la crescita che hai fatto non ti è servita a niente”.














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