Uno sguardo su Galileo Galilei. Soltanto al Museo della Badia di Vaiano
La vita di Galileo Galilei (Pisa 1564, Arcetri, Firenze 1642) e le sue invenzioni è legata a filo doppio a quella dei signori e mecenati che dominarono la sua epoca. E’ in corso al Museo della Badia di Vaiano la rassegna “Galileo senza toga” e “Il mito di Bacco” (a cura di Adriano Rigoli, fino al 25 luglio). La mostra, organizzata in occasione delle Notti dell'archeologia, promossa dalla Regione Toscana, ruota intorno a due aspetti poco conosciuti della vita di Galileo Galilei. La prima sezione “Galileo senza toga. Acqua Terra e Cielo nell'arte contemporanea” si ispira ad un’operetta poetica, “Contro il portar la toga”, scritta nel 1589 quando Galileo assunse la cattedra di matematica all'università di Pisa. L’esposizione propone le opere di una quindicina di artisti emergenti che si confrontano con diversità di stili e libertà di linguaggi su Acqua Terra e Cielo. Il portico rinascimentale del chiostro della Badia accoglie le installazioni di Alessandra Silvia De Simone, grandi tele che lasciano l’impronta anche sul retro. All'interno del museo il percorso inizia con le opere su carta di Cristina Messora, il contatto con la terra passa attraverso una affettiva lettura dell’io e prosegue con i dipinti di Elisabetta Fontana che vuole rendere omaggio alla scienza attraverso l’impatto con la materia, sempre luminosa e feconda. Seguono i Cretti di Angela Scappaticci intrisi di un unico timbro cromatico, il bianco, la tela di Felixandro, Legami cosmici e il dipinto di Marco Diaco, Crateri Lunari, che fa pensare a un preparato microscopico ingrandito.









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