Martedì ,16 Marzo 2010
 

Un prete ed un pallone: la nostra inchiesta sugli oratori e sulle polisportive romane di ispirazione cattolica.

“Neanche un prete per chiacchierar...” cantilenava con una sottile vena malinconica un cantante molleggiato negli anni '60, quando Paolo Conte scriveva per lui e la vita nella società italiana scorreva a ritmi che avrebbero segnato gli anni del boom. E in Italia è così, ogni quartiere con la sua parrocchia, che rappresenta un punto di riferimento anche e soprattutto per i più giovani. Pochi principi precisi, i punti fermi di quando da bambini si scendeva in piazza e si giocava a pallone. E dove? Negli spiazzi, certo, quando le automobili non soffocavano le strade e spesso anche i marciapiede, ma oggi come ieri, le parrocchie e gli oratori erano decisivi nella pratica calcistica, soprattutto per la stragrande maggioranza dei ragazzini che, a causa delle ristrettezze economiche, non potevano permettersi tute con gli stemmi né pantalonicini, magliette e calzettoni. Tanto la pratica sportiva all’interno degli oratori faceva e fa parte dell'immaginario collettivo, che una città come Roma presenta uno scenario unico nella scena calcistica nazionale, con tantissime società che fanno riferimento ad oratori e alle istituzioni religiose. Un fenomeno comunque estremamente diffuso in tutta la Penisola. All'oratrio tirano i primi calci alla sfera di cuoio grandi campioni, ma al di là dello “scouting” è il carattere popolare di queste iniziative a trasformarle in fenomeno sociale di massa, con preti che si improvvisano allenatori e squadre che si iscrivono ai campionati federali, tutto per il divertimento dei ragazzi. E ai giorni nostri le società storiche, parlando del territorio della Capitale, incrementano la loro attività, basti pensare a vere proprie società polisportive come il San Paolo Ostiense, ma anche al Don Orione solo per citarne alcune, oppure alla Petriana che fa direttamente riferimento all'Oratorio San Pietro. Iniziamo oggi il nostro viaggio in queste realtà, per scoprire la loro storia e ciò che ancora possono offrire ai giovani della nostra città e della nostra regione.

[ fabio belli ]

Per leggere la nostra inchiesta in forma completa fai click qui:

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