Trofeo della Memoria: domenica il viaggio verso la Polonia promosso dalla Regione Lazio
di Giovanna Sfragasso
Spesso non si conoscono momenti storici dai risvolti dolorosi e oscuri. O si dimenticano dopo averli appresi dalle pagine di un libro. Soprattutto quando si è giovani. Così accade per il dramma dell’Olocausto, che ha lasciato nel nostro passato un segno indelebile. Con l’intento di far conoscere da vicino cosa sono stati la persecuzione e lo stermino di circa sei milioni di ebrei ad opera del regime Nazista, la Regione Lazio promuove anche quest’anno un viaggio per sensibilizzare le giovani generazioni affinché tragedie come quelle della Shoah non si ripetano più e affinché anche i ragazzi possano farsi portavoce di una cultura dell’integrazione, della tolleranza e del rispetto. Il viaggio rappresenta il “premio” messo in palio per le squadre vincitrici della sesta edizione del Trofeo della Memoria, manifestazione dedicata al calcio dilettantistico promossa dalla Regione Lazio, attraverso l’assessorato alla Cultura, Arte e Sport, in collaborazione con la Comunità Ebraica di Roma, e organizzata dal Cr Lazio. Il torneo, intitolato ad Arpad Weisz, l’allenatore di origine ebraica che vinse due scudetti con il Bologna nel 1936-1937, ha visto quest’anno l’esordio del calcio in rosa. Otto le squadre femminili che hanno partecipato alla competizione accanto alle 32 maschili, appartenenti alla categoria Juniores. Sul gradino più alto del podio, lo scorso giugno, sono saliti i ragazzi della Pescatori Ostia e le ragazze del Colle del Sole, che domenica voleranno in Polonia per visitare il ghetto di Varsavia e il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. “Questi giovani atleti – ha detto l’assessore alla Cultura, Arte e Sport in occasione del torneo - avranno la possibilità di condividere un’esperienza di crescita così importante con le giovani coetanee ugualmente appassionate di calcio”. Ed infatti è al calcio che viene affidato, in particolare in questa circostanza, il compito di essere un mezzo di aggregazione, un momento di unione contro ogni forma di razzismo in campo e nella vita. L’obiettivo che il presidente del Cr Lazio Melchiorre Zarelli si era prefissato organizzando questa manifestazione: “Sarà un’esperienza importantissima per questi ragazzi, perché permetterà loro di prendere coscenza degli orrori che la storia ci ha lasciato”.










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