Torneo delle Regioni, sfiorato il dramma nella delegazione laziale: il dirigente dei Giovanissimi Fernando Arcese è colpito da un infarto. Ora è in terapia intensiva al "Castelli" di Verbania
Doveva essere una giornata dedicata al riposo, alla visita di Stresa e alla socializzazione con le altre selezioni. Sono state, invece, ore di sgomento, preoccupazione e grande apprensione. Fernando Arcese, dirigente accompagnatore della Rappresentativa Giovanissimi, è stato colto da un infarto, che ne ha costretto il ricovero immediato nell'ospedale “Castelli” di Verbania. Tutto è accaduto nella mattina di ieri, intorno alle ore 11, sotto gli occhi attoniti dei ragazzi e di gran parte dello staff che ha accompagnato il Ct Maurizio Rossi in questa avventura piemontese. Dopo la colazione, consumata alle 9, la selezione aveva deciso di utilizzare le ore prima del pranzo, per una leggera sgambatura, da effettuare sulla spiagge del Lago Maggiore di fronte all'Hotel Astoria, sede delle Rappresentative laziali a Stresa. Corsa defaticante e un po' di stretching, al fine di spezzare la monotonia, insopportabile per i ragazzi, del giorno di riposo e tenere alta la tensione in vista della sfida contro l'Umbria. Al gruppo si era aggregato anche Arcese che, a differenza delle mattine precedenti, aveva deciso di posticipare il suo footing quotidiano al fine di farlo coincidere con quello dei suoi ragazzi. Dieci minuti di corsa, non di più, aveva ordinato Rossi: il tempo di arrivare nei pressi dell'Hotel Bristol, distante dalla struttura alberghiera del Lazio circa ottocento metri, ed utilizzare un piccolo giardino nascosto per tenere, all'aria aperta, la solita riunione tecnica pre-gara. Ma proprio nel momento di allungare i muscoli e prima ancora che il Ct cominciasse il suo discorso, Arcese si accascia a terra. Sono le 10.55. Il primo a soccorrerlo è l'addetto al materiale Walter Vecchio, che si accorge immediatamente della gravità della situazione e, mentre il medico Giuseppe Marchetti gli porta i primi soccorsi, chiama Gianfranco Fabiani in albergo chiedendogli di arrivare il prima possibile sul posto con al seguito il defibrillatore, di cui ogni rappresentativa è dotata. I ragazzi, spaventati, si disperdono alla ricerca di aiuto, Rossi, invece, utilizza il telefono per allertare il 118. Dalle parti dell'Astoria, proprio nel momento in cui Fabiani sta uscendo in una corsa affannata, passa con la propria automobile Giancarlo Paloni, conosciuto tecnico della nostra regione, presente a Stresa per accompagnare il figlio, Andrea, impegnato con la selezione Allievi. Sarà lui ad accompagnare Fabiani e il dottore della Juniores Guerino Carnevale da Arcese, che intanto è stato raggiunto anche dal medico della Rappresentativa del Friuli Venezia Giulia, Antonino Nascimbeni. Abituato alle situazioni di emergenza visto il suo lavoro in un Pronto Soccorso e che il destino ha voluto avesse deciso di trascorre il suo giorno di riposo proprio a Stresa, nonostante fosse alloggiato ad Arona, distante circa 10 chilometri. Nel frattempo è arrivata anche l'ambulanza, ma i volontari non sono dotati di strumentazione per la rianimazione. Il massaggio cardiaco inizia, dunque, ad effettuarlo proprio Carnevale, utilizzando il protocollo BLS-D (basic life support and defibrillation) che prevede 32 compressioni, due ventilazioni ed una scarica del defibrillatore. Quelli di cui sono dotate le rappresentative sono semiautomatici: applicando gli elettrodi sul torace del paziente, analizzano la sua condizione e decidono se sia il caso, o meno, di utilizzarli. Le scariche possibili sono tre, distanziate due minuti l'una dall'altra e prevedono una energia elettrica crescente dai 150 joule fino ai 250. Carnevale e Fabiani, senza sosta, praticano il massaggio cardiaco alternandosi e alla seconda scarica, precisamente alle 11.16, il cuore di Arcese riprende a battere. Da qualche minuto è già arrivata la seconda ambulanza, dotata di una ALS (advanced life support) ed i medici prima di trasportarlo d'urgenza al “Castelli” applicano al dirigente una flebo ricca di farmaci cardiocinetici. Arcese raggiunge l'ospedale di Verbania, dove è tutt'ora ricoverato in prognosi riservata e in coma farmacologico, circa un quarto d'ora più tardi. Gli viene diagnosticato un infarto laterale da sforzo, che gli esperti non temono a descrivere tra i più aggressivi. Il dirigente sembra fuori pericolo anche se le prossime ventiquattro ore saranno decisive per capire se e quanti danni avranno provocato i tanti minuti passati senza che l'ossigeno riuscisse a raggiungere il cervello. Uno dei più scossi dall'accaduto appare Maurizio Rossi che visibilmente commosso dichiara: “Conosco Fernando da tantissimi anni e da tre mi accompagna nelle mie avventure con le selezioni laziali. E' stato davvero fortunato, probabilmente non era destino che ci lasciasse in Piemonte. Cercheremo di dedicargli la vittoria di questo torneo, ed anzi domani (oggi ndr) dopo la partita vorremmo andare a trovarlo”. Dello stesso avviso anche Vincenzo Calzolari, vicepresidente del Cr Lazio: “Sono venti anni che collabora con noi, dove adesso svolge il ruolo di sostituto Giudice Sportivo nel Comitato Provinciale di Roma. Ancora non ci possiamo credere: Fernando è una persona squisita ed anche un atleta che giorno dopo giorno non smette di curare il suo corpo. Gli faccio grandi auguri e spero si riprenda presto. Un solo appunto: com'è possibile inviare un ambulanza a soccorrere una persona, senza che la stessa sia dotata di defibrillatori? Esclusivamente utilizzando questo strumento è possibile salvare vite umane. Anche questo episodio conferma l'ottima strada che il Cr Lazio sta percorrendo in fatto di sicurezza sportiva”. Possibile un ritiro delle squadre dal Torneo delle Regioni? “Assolutamente no – chiosa Calzolari – non avrebbe senso”. L'ultimo a prendere la parola è il dottore Guerino Carnevale che tornato dal “Castelli” e dopo aver aggiornato gli altri sulle condizioni di Arcese fa un appello alla Federazione: “Vorrei che oltre agli atleti e agli allenatori anche per i dirigenti accompagnatori fosse obbligatorio un certificato medico agonistico. Così veramente si potrebbero affrontare competizioni del genere senza temere che accada qualcosa di spiacevole”. Suggerimento giusto. Adesso, però, l'importante è che Fernando si riprenda al più presto. L'impegno dei calciatori laziali in questo Torneo delle Regioni, a prescindere dal risultato finale, sarà tutto per lui.
[ gabriele ziantoni ]













Invia nuovo commento