Giovedì ,01 Settembre 2011
 

Sicurezza, Mantovano: "Violenza cieca a Roma". Alemanno: "Più forze dell’ordine e controlli"

di Giovanna Sfragasso
Un aumento dell’organico delle forze dell’ordine, un maggiore controllo sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e una strategia mirata alla lotta al bullismo e alle bande giovanili. Tre le richieste che il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, avanzerà al ministro dell’Interno nel corso dell’incontro che, ha annunciato, “ci sarà venerdì in Campidoglio”, dopo il forfait, per un contrattempo, dato da Roberto Maroni ieri al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.
Il vertice in Prefettura. All’incontro, organizzato dopo i recenti omicidi che hanno sconvolto la città - l’ultimo in ordine di tempo è quello di “Dodo”, il 18enne Edoardo Sforna ucciso in una pizzeria a Morena - hanno partecipato, oltre al sindaco Alemanno, il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, il prefetto Giuseppe Pecoraro, il delegato del sindaco per la sicurezza Giorgio Ciardi, il questore Francesco Tagliente e gli altri rappresentanti provinciali delle forze dell’ordine e, in rappresentanza di Regione e Provincia, gli assessori Mariella Zezza e Massimiliano Smeriglio.
Più attenzione per la città. Il sindaco Alemanno ha fatto sapere che al ministro Maroni chiederà “un’attenzione in più per Roma perché, se è vero che non c’è un picco di violenza e che non siamo fuori dalle medie, per la Capitale è necessario un impegno in più”. “Al ministro Maroni chiederò tre cose - ha spiegato -: vogliamo una disponibilità di organico più forte sulla Capitale perché le forze dell’ordine esistenti devono essere usate anche per i cortei e per le scorte, un problema ancora non risolto. Poi, chiederò una grande prevenzione e monitoraggio sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nei settori economici: Roma è un mercato ricco e serve una forte capacità di sequestro dei beni della mafia molto più forte di prima. Infine - ha aggiunto - serve una strategia mirata contro le bande giovanili e il bullismo per evitare che i giovani vengano attratti da modelli comportamentali di violenza e il territorio venga conteso da diverse bande, magari anche per lo spaccio di droga”. Sul fronte della sicurezza Alemanno ha ribadito l'importanza di una scadenza alle porte e cioè quella della stesura del III Patto per Roma sicura che sarà pronto “entro ottobre”. Nel documento, come priorità, bisognerà “definire un controllo integrato del territorio e fare in modo che Roma sia il laboratorio delle risorse disponibili” in termini di organico delle forze dell'ordine. Infine, “bisogna lavorare - ha concluso il primo cittadino - perché la crisi economica espone le strutture all’usura e, quindi, rafforzare le azioni anti-usura”.
Violenza cieca. Secondo Mantovano a Roma “non vi è una situazione di allarme in se” per quanto riguarda gli omicidi, ma si registra “un incremento di una violenza cieca, che definire bullistica é riduttivo. Prima si risolveva un contrasto con una scazzottata, ora si usano i revolver o i coltelli”. Per il sottosegretario “su 26 omicidi dall’inizio dell’anno, non più di due sono legati alla criminalità organizzata. La maggior parte sono fatti intrafamiliari o di follia personale”. La media degli omicidi rispetto agli ultimi anni a Roma è in calo, ha sottolineato Mantovano, anche in rapporto con le altre città europee.
Omicidi in cifre. E al termine della riunione in prefettura a Roma sono stati diffusi dei dati sugli omicidi compiuti nella Capitale nel 2011 (gennaio-agosto) in rapporto a quelli verificatisi negli ultimi anni e in comparazione con Madrid, Parigi, Londra e Berlino. A Londra gli omicidi quest’anno sono stati finora 73, a Parigi 62, contro i 26 di Roma e provincia. Nella Capitale in tutto il 2010 i delitti erano stati 25, contro i 42 del 2009, i 39 del 2008 e i 42 del 2007. Dei 26 casi di omicidio registrati finora nel 2011 a Roma, 20 sono stati risolti e i restanti 6 non ancora.
Rapine in calo. Il sottosegretario all’Interno ha anche fatto il punto sull’andamento degli atti di microcriminalità che hanno colpito la Capitale nel primo semestre dell’anno in corso: “Tra gennaio e luglio del 2011, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, a Roma le rapine sono diminuite del 3,80% mentre i furti sono aumentati del 5,61%. Tuttavia, si tratta di dati inferiori all’incremento medio nazionale”. Oltre alla diminuzione delle rapine è da registrare un altro elemento positivo, ovvero, ha spiegato Mantovano, che “è stato registrato un aumento del 17% degli autori di rapine scoperti dalle forze dell'ordine”.
L’attacco del Pd. “Roma sta vivendo un periodo di violenza mai vista prima, con il ripetersi di omicidi ed episodi di criminalità come se fossimo ripiombati negli anni ‘70. Alemanno e il Governo, però, continuano a minimizzare, a non fare nulla di concreto e ad inventare nuovi e inutili spot. Ora secondo la coppia Alemanno-Mantovano la responsabilità degli omicidi e della violenza a Roma è addirittura delle manifestazioni e dei giovani”. A dichiararlo, in una nota, il segretario del Pd di Roma, Marco Miccoli. “Un’analisi sballata su quello che sta accadendo nella nostra città - ha aggiunto -. Nella Capitale, soprattutto negli ultimi tre anni, la criminalità organizzata sta prendendo il sopravvento, ma di questo il sindaco non vuole rendersi conto, forse perché pensa di far dimenticare in questo modo tutte le vergognose promesse che ha fatto in tema di sicurezza nel 2008 e che sono clamorosamente rimaste disattese”.
La polemica sui cortei. “Siamo molto preoccupati per le manifestazioni che si svolgeranno nella Capitale nei prossimi giorni e nelle prossime settimane. Il diritto a manifestare è nella costituzione, in cui però è specificato che va esercitato pacificamente. L'esperienza degli ultimi mesi è fonte di preoccupazione”. Queste le parole del sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, che ha sottolineato come i cortei nella Capitale costringeranno a sottrarre tanti più uomini delle forze dell’ordine ad altre attività tanto più dovessero verificarsi episodi violenti. Il sottosegretario, facendo riferimento in particolare ai due cortei previsti il 6 settembre a Roma, giorno in cui la Cgil ha proclamato lo sciopero generale, ha aggiunto: “Facciamo un appello alle parti sociali perché evitino derive violente”. Immediata la replica del segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Claudio Di Berardino: “Le manifestazioni promosse dalla Cgil si sono sempre contraddistinte per il loro carattere pacifico e se si sono a volte verificati incidenti si trattava dell’azione autonoma di provocatori esterni. Quella innescata oggi da Mantovano è una polemica gratuita: non vorremmo servisse a coprire le deludenti risposte sulla sicurezza e l’ordine pubblico a una città che sta diventando sempre più violenta e insicura, di certo non a causa delle manifestazioni, ma semmai delle infiltrazioni mafiose”. In merito alle dichiarazioni di Mantovano è intervenuto anche l’assessore provinciale al Lavoro Massimiliano Smeriglio: “Consideriamo un passo avanti la mappatura del rischio e la predisposizione di un terzo patto per Roma, senza però costruire facili capri espiatori. Francamente non ci sembra però che in un quadro con 26 omicidi e microviolenza diffusa, il problema possa essere rappresentato da uno sciopero, ma anzi siamo convinti che la manifestazione del 6 settembre sarà per Roma un’occasione di vitalità. I problemi sono altri, come la mancanza di socializzazione nei comuni di prima fascia e nelle periferie”. In serata è arrivata la replica di Mantovano alla Cigl: “Nessuno ha cercato diversivi, tutti hanno assunto le proprie responsabilità. Meraviglia, dunque, che la Cgil, mai tirata in ballo, si risenta se il ministero dell’Interno richiama alla vigilanza sulle manifestazioni in programma nei prossimi giorni nella Capitale”.

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