Sicurezza impianti sportivi - Nostra inchiesta su un'area contesa: "Giallo San Michele, un campo a metà"
C’è un campo, il San Michele di Trigoria, c’è un contratto di comodato d’uso gratuito scaduto, c’è una società, l’Agricola Romana, proprietaria di una parte del terreno, che chiede l’immediata sospensione dell’attività agonistica dell’ASD Trigoria Calcio per motivi di sicurezza. Ma andiamo con ordine. Tutto comincia il 5 Luglio 2007, quando l’Agricola Romana, società di Angelo Deodati, chiede al Presidente del Trigoria Ernesto Caracciolo, la restituzione del bene, il “San Michele” appunto, in seguito alla scadenza del contratto di comodato gratuito, avvenuta il 31 Maggio 2007. La richiesta viene inviata, oltre che al club, anche al CR Lazio. La richiesta di Angelo Deodati, proprietario dell’Agricola Romana, deriva anche dalla situazione strutturale del San Michele. Acqua non potabile che viene presa da un pozzo di una proprietà adiacente, struttura degli spogliatoi fatiscente, sicurezza degli atleti non garantita. Basti pensare alla distanza non regolare dalla linea della fascia laterale alla recinzione, con tanto di piccolo canale di scolo adiacente alla delimitazione del terreno di gioco, e materiale ferroso di vario genere non lontano dalla bandierina del calcio d’angolo. “Che succede – si chiede proprio Deodati - se un ragazzo si fa male? Noi non vogliamo responsabilità, ed è per questo che abbiamo chiesto l’immediata riconsegna del nostro terreno”. Almeno di una parte, perché metà del campo di gioco è della Agricola Romana, mentre l’altra metà è in concessione dal Comune di Roma. Tutti dati documentati e comunicati alle istituzioni sportive.
Per leggere l'intervista completa fai click qui:
http://www.ilcorrierelaziale.it/tags/edizione-del-2009-11-24














Invia nuovo commento