San Camillo al collasso: malati curati sul pavimento. Montino (Pd): "Intervenga la Regione"
di Giovanna Sfragasso
“Siamo al collasso”. I medici del San Camillo-Forlanini sono da giorni in stato d’agitazione, esausti per una situazione di emergenza che è ormai sotto gli occhi di tutti e, in primis, di chi si avventura tra le mura dell’ospedale romano. Stanze colme di pazienti in barella, malati curati su materassi adagiati a terra, massaggi cardiaci effettuati sul pavimento. A testimoniare lo stato di degrado e le difficoltà in cui versa il Dea dell’ospedale, una serie di foto choc scattate al pronto soccorso, che hanno portato il Pd a denunciare immediatamente una situazione in cui “è stato superato il limite della vergogna” e ad invocare “l’intervento della Regione Lazio, prima che lo faccia la magistratura”.
La denuncia di Montino. A farsi portavoce dell’allarme lanciato dagli stessi medici del San Camillo è stato il capogruppo Pd alla Pisana, Esterino Montino. “Oggi - ha detto - ho incontrato i medici della struttura, in agitazione da giorni per denunciare condizioni intollerabili in cui da mesi sono costretti ad operare, pericolose per la salute dei pazienti. Mi hanno comunicato che, se non saranno presi provvedimenti immediati, presenteranno a breve una denuncia alla Procura della Repubblica per interruzione di servizio pubblico d’emergenza, omissione di atti d’ufficio e disastro colposo”. “I malati - ha proseguito Montino commentando le foto scattate nel pronto soccorso - vengono curati su materassi in terra. Addirittura si fanno i massaggi cardiaci con i pazienti stesi sul pavimento. A questo livello di degrado e abbandono la sanità del Lazio non era mai arrivata”. Il Pd esorta a mettere in campo soluzioni d’emergenza, ad assumere il personale necessario o ad utilizzare quello in mobilità, chiedendo alla maggioranza in Regione di convocare un Consiglio straordinario sulla sanità.
In arrivo 19 posti letto. Il direttore generale dell’ospedale, Aldo Morrone, però, frena sui toni allarmistici, pur confermando che “gli spazi fisici del pronto soccorso sono insufficienti per il tipo di utenza che si rivolge al San Camillo, in maniera appropriata e inappropriata. Il totale degli accessi - ha spiegato Morrone - si è ridotto ma il numero dei codici rossi é aumentato. C'é già una delibera per far partire lavori sui nuovi spazi al pronto soccorso del San Camillo: lo spazio per i 19 posti letto al pronto soccorso al piano terra sarà pronto entro due mesi. A breve riutilizzeremo anche i 17 posti letto predisposti per i rifugiati libici, per i quali abbiamo bisogno però di un investimento professionale”. “Non confermo la situazione descritta da Montino - ha precisato Morrone - sono giunto in pronto soccorso una mezzora dopo la sua visita, ma non l’ho trovato nelle gravi condizioni di degrado descritte da lui”.
La protesta dei medici continua. Per Gianmattia Mastroianni, rappresentante Aaroi (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani), i nuovi posti serviranno solo a spostare le persone che sono in barella al piano di sopra. Se manca il personale a che serve? La situazione è davvero grave è bene che lo capiscano tutti: ho dovuto fare persino un massaggio cardiaco a terra perché non c’era posto, davanti ad altri pazienti sconvolti”. Mastroianni ha poi aggiunto: “Siamo l’unica struttura soggetta a questa attenzione negativa della Regione. Per quanto riguarda poi il nostro campo, i rianimatori, sappiamo che sono state autorizzate assunzioni al San Giovanni, al Santo Spirito, e a tempo indeterminato anche all’ospedale di Bracciano che tra due mesi chiude. Abbiamo bisogno di almeno 26 persone in più ma ne abbiamo chieste solo sei”.
Handicap dal precedente governo. L’assessorato alla Salute della Regione Lazio ha replicato agli attacchi del capogruppo del Pd Montino: “Il problema della gestione dell’emergenza va trattato pensando ai pazienti e non per fare facile demagogia e sterili polemiche. La Giunta Polverini è di fatto partita con un handicap di 5 anni lasciato in eredità dal precedente governo regionale: un handicap fatto di debiti e inefficienze”. Grazie all'impegno della giunta Polverini, conclude l'assessorato, “é stato possibile potenziare il pronto soccorso del San Camillo-Forlanini di ulteriori sei medici e quattro infermieri rispetto al 2010”.
Nas al San Camillo. Dopo la denuncia del Pd, i carabinieri del Nas hanno visitato ieri il pronto soccorso del San Camillo. “Un sopralluogo finalizzato a verificare agibilità e sussistenza degli spazi minimi indispensabili all’attività di medici e infermieri”, ha fatto sapere in una nota Montino. Verso le 10, il pronto soccorso non presentava particolari situazioni di criticità, ma già alle 12 non c’erano più posti liberi.
Il caso Tor Vergata. “L’emergenza continua, come prosegue in tutti i più grandi dipartimenti d’emergenza degli ospedali di Roma e del Lazio - ha aggiunto Montino - Al S. Giovanni come al Pertini, al Policlinico Umberto I come a Tor Vergata. Qui, ormai da tempo, il caos è cronicizzato, tanto che nei locali del PS i malati restano anche per settimane e i parenti devono portare il pranzo da casa perché l’ospedale spesso non ha le risorse per garantire i pasti a tutti i degenti”. Ieri, spiega Montino, un signore di 82 anni, cardiopatico, dopo sei giorni passati al pronto soccorso di Tor Vergata ha trovato un posto letto, ma nel reparto di gastroenterologia. “La situazione è drammatica, ha superato tutti i livelli di guardia. Non è possibile accettare tutto questo come fosse la normalità. La Presidente Polverini, tra gli innumerevoli impegni, trovi il tempo per mettere in campo provvedimenti urgenti per cancellare questa vergogna che non è patrimonio del S. Camillo - ha tuonato Montino - ma tratto distintivo di tutti i PS dei grandi ospedali romani e regionali”.
Valuta la Procura. La Procura di Roma, intanto, sta valutando se aprire un fascicolo sulla situazione del pronto soccorso del San Camillo, alla luce delle segnalazioni arrivate anche attraverso i media.









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