Roma, Stramaccioni adesso è un caso: niente rinnovo e nessun tesseramento in Figc.
di Daniele Priori
Un buffetto sulla guancia, gli occhi brillanti di Bruno Conti stringono con affetto il suo pupillo, la Roma Allievi è campione d’Italia dopo undici anni. Ha vinto tutto: scudetto e torneo “Arco di Trento”. La stagione perfetta, la squadra perfetta. Sorrisi, foto, urla, festeggiamenti, ma anche l’illusoria sensazione che il tempo si fermi lì, che la storia d’amore tra la società giallorossa e Andrea Stramaccioni sia eterna. Illusoria, perché la verità non si trova mai in superficie, bisogna scavare dietro gli sguardi ridenti, superare l’artificiale apparenza delle situazioni. Stramaccioni – Roma non è più un binomio indissolubile, la certezza che il tecnico campione d’Italia si sieda in panchina anche quest’anno non c’è. Allora cerchiamo di fare chiarezza su uno dei casi più intriganti che il settore giovanile ricordi, perché non si può negare che un “caso Stramaccioni” nei corridoi di Trigoria rimbombi come un tuono sulle scrivanie della dirigenza romanista. Iniziamo dalla fine, da sabato scorso, da quando il tecnico giallorosso a sorpresa non si è seduto sulla panchina degli Allievi ’94 in occasione del Memorial Nardino Previdi, al suo posto Massimiliano Catini, allenatore in seconda. La Roma annaspa: vince sì con la Reggiana, pareggia col Sassuolo, rimedia una batosta dal Brescia (4-0). Stramaccioni non si vede, i dubbi ritornano, le conferme estive di Bruno Conti diventano soffici, si sgretolano, la fiamma dell’incertezza si riaccende. Sì, perché se è vero che il tecnico giallorosso non è partito con la squadra per problemi di salute, è allo stesso tempo sicuro che non si sarebbe potuto comunque sedere sulla panchina dei ’94, poiché il tesseramento dell’allenatore non è ancora stato registrato in Figc.
TESSERAMENTO – Ecco il nodo della questione: ciò che dimostra la concreta esistenza di un “caso Stramaccioni” è il mancato deposito del suo tesseramento per la stagione 2010/2011 come allenatore degli Allievi Nazionali nei registri del Settore Giovanile e Scolastico. E se la Roma in più occasioni aveva ribadito che l’ex Romulea avrebbe preso in mano il gruppo ’94, allora la conseguente deduzione è che il mister campione d’Italia non ha dato il suo avallo per tesseramento.
CONTRATTO – Una reazione che non è altro che l’effetto del mancato accordo tra le due parti per il rinnovo del rapporto lavorativo. Un contratto che doveva essere messo nero su bianco durante l’estate, ma che a conti fatti non è mai stato siglato. L’obiettivo di Stramaccioni, del resto, lo conoscono anche i muri di Trigoria: allenare la Primavera, che tra l’altro da troppi anni vacilla, nonostante gruppi che farebbero invidia anche al più esigente degli allenatori. La ridiscussione del contratto (che lo legherebbe fino al 2015, a fronte della scadenza attuale fissata al 2012) è incentrata, almeno per l’ex Romulea, proprio sulla clausola riguardante la panchina della Primavera, e che avrebbe dovuto prevedere tra un anno il salto nella categoria superiore altrimenti: “arrivederci e grazie”. Garanzia che però la società di Trigoria non può offrire al prodigioso allenatore campione d’Italia Allievi (Giovanissimi nel 2007), almeno per ora. E le continue manifestazioni d’affetto e di stima sono sintomo proprio dell’impossibilità giallorossa di assicurare a Stramaccioni la panchina della Primavera, esigenza che la Roma sperava di colmare con cifre sontuose per il settore giovanile. Oltre al contratto da suggellare col tecnico romanista sulla scrivania dell’attuale dirigenza giallorossa ci sono anche quelli di Mexes, Ranieri e guarda caso Daniele De Rossi, che naviga di pari passo col padre Alberto.
IL RETROSCENA – Il malumore di Stramaccioni però non risale certo alle ultime settimane, anzi il tecnico ancor prima di vincere il suo secondo scudetto su una panchina romanista aveva preso la decisione di andarsene, o comunque di smuovere le acque. Sta di fatto che subito dopo il successo col Palermo, nei sedicesimi di finale, lo scorso maggio, l’allenatore aveva presentato le sue dimissioni alla società, con decorrenza dal 30 giugno 2010. Dimissioni che sono state chiaramente rifiutate, probabilmente con la promessa di un nuovo contratto che soddisfacesse le sue richieste.
FUTURO – Ora più che mai, il destino della Roma Allievi e quindi dello stesso Stramaccioni appare incerto. A 13 giorni dall’inizio del campionato non è dato sapere se l’allenatore guiderà il gruppo ’94, se il suo tesseramento sarà registrato regolarmente in Figc, se il suo rinnovo non verrà mai firmato e se addirittura verrà tenuto a Trigoria per svolgere altre mansioni, in attesa un giorno di essere svincolato. Ciò che invece è sicuro è che la Roma non ne esce bene, soprattutto per non essere riuscita a gestire una situazione delicata. Del resto nel momento in cui tutti i riflettori erano puntati sul tecnico campione d’Italia, le dichiarazioni stemperanti della dirigenza ribadivano un concetto solo: Stramaccioni, romano e romanista, è una bandiera della società giallorossa e quindi sarebbe rimasto sicuramente a Trigoria. La domanda adesso è: anche contro la sua volontà?














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