Giovedì ,14 Luglio 2011
 

Roma 2020: l'assemblea capitolina approva la delibera. Formalizzata la corsa per le Olimpiadi

di Andrea Somma
A distanza di quattordici anni, Roma torna a sognare la fiaccola olimpica. Nel 1997 la Capitale fu infatti sconfitta da Atene, che venne nominata sede delle Olimpiadi del 2004. Una sconfitta che da molti fu vista come un risarcimento del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) nei confronti della capitale greca a cui furono “scippate” le più prestigiose olimpiadi del centenario del 1996 e assegnate ad Atlanta. Il via libera alla candidatura romana è arrivato ufficialmente nella seduta del consiglio comunale che si è svolto ieri presso l’Aula Giulio Cesare in Campidoglio. Una votazione quasi unanime con 51 voti favorevoli, due voti contrari (Azuni e Alzetta) e due astenuti (Storace e Rossin). La votazione ha quindi dato mandato al Comitato Promotore, che riceverà la somma di 3 milioni di euro in tre anni, di portare avanti la candidatura di Roma per i XXXII Giochi Olimpici e per i XVI Giochi Paralimpici.
Alemanno: c’è grande consenso. E’ stato il sindaco di Roma Gianni Alemanno a sottolineare l’importanza della votazione: “Quello di oggi non è un atto formale ma è il punto di non ritorno”. Il primo cittadino ha voluto leggere i dati di un recente sondaggio secondo il quale il 90% dei cittadini è favorevole alla candidatura olimpica, il 97% la considera una grande opportunità per tutta la nazione e il 73% dei romani sarebbe disposto a scendere in campo per garantire la riuscita dell’evento. Una manifestazione che avrebbe anche un immenso impatto economico sulla Capitale e su tutto il paese. Le stime infatti parlano di oltre quattro miliardi di spettatori in tutto il mondo, circa tre milioni di turisti l’anno, con un incremento di circa il 20% rispetto ai valori attuali, ed infine la creazione di oltre centomila posti di lavoro. In conclusione, Alemanno ha voluto evidenziare l’importanza dell’unità di intenti anche da parte del governo nazionale: “Deve esserci l’unità, dobbiamo mostrarci compatti soprattutto di fronte al momento difficile che stiamo vivendo. La risposta può essere data solo dal segnale di unità, altrimenti possiamo solo farci del male da soli”. Prima della votazione il sindaco ha voluto dare un segnale di apertura nei confronti dei consiglieri i contrari: “Voglio dire a tutti che sono consapevole che c’è molto lavoro da fare nei confronti della città, ma questo lavoro può iniziare da oggi. Quindi invito tutti a dare un segnale di fiducia che sia unanime e positivo”.
Pescante, Petrucci e Mondello. Il Comitato Organizzatore sarà presieduto da Mario Pescante, vicepresidente del CIO, che all’epoca della candidatura per i Giochi del 2004 era presidente del Coni e che quindi ha già grande esperienza in questo campo. “Non è la prima volta che il nostro Paese si trova compatto mettendo da parte polemiche, con un sussulto di orgoglio nazionale – ha detto Pescante – La squadra olimpica, dopo qualche incertezza, è compatta per un possibile evento positivo, con una sola maglia.” Sulla stessa linea anche Gianni Petrucci e Andrea Mondello, vicepresidenti del Comitato Promotore. “Quella di Roma è una candidatura concreta, forte, - ha detto Petrucci - con una bella squadra. Oggi parte il treno per le Olimpiadi del 2020: vogliamo vincere e per farlo dobbiamo correre tutti insieme”. Stesso entusiasmo mostrato da Andrea Mondello “Abbiamo tutte le carte in regola per vincere, a condizione di non farci male da soli”.
Rutelli si, ma a emissioni zero. Anche Francesco Rutelli, primo firmatario della delibera e sindaco all’epoca della candidatura del 2004, si è schierato a favore delle Olimpiadi. “E’ una sfida Roma – Resto del Mondo e abbiamo bisogno di alleanze per vincerla. Ma ci sono delle condizioni fondamentali da seguire. La candidatura deve essere un obiettivo condiviso, deve essere coerente con la manovra economica del paese, deve essere un evento di interesse per tutta l’Italia e le Olimpiadi del 2020 dovranno essere un mix di tradizione, storia, cultura ma anche di lealtà sportiva, modernità tecnologica ed ecologica, ad emissioni zero”.
Cochi, “Coinvolgere tutti”. Grande entusiasmo anche da parte del Delegato allo Sport del Comune di Roma Alessandro Cochi: “E’ un anno e mezzo che lavoriamo per questo obiettivo. Oggi è un giorno molto importante. Roma merita un evento simile”. Cochi ha inoltre teso una mano verso coloro che hanno sollevato dubbi sulla candidatura: “Bisogna coinvolgere tutti in questa impresa, anche coloro che si sono mostrati dubbiosi. Ma anche tutta la città deve essere parte integrante. Dal centro fino alle periferie, fino all’ultima delle parrocchie”.
Storace si astiene, Azuni e Alzetta no. Di fronte ad un grande consenso generale, spiccano le voci contrarie alla candidatura. La più forte è quella di Francesco Storace e della Destra. “La delibera ha tutta una serie di carenze anche sotto il profilo dell’amministrazione. Ho la sensazione che attorno a questa candidatura non si è stati capaci di creare entusiasmo. – ha detto Storace – Potevamo presentare centinaia di emendamenti per boicottare il dispositivo e non lo abbiamo fatto. Ma l’amministrazione deve darci delle risposte”. Decisamente contrari alla candidatura olimpica sono invece stati Gemma Azuni, del gruppo Misto, e di Andrea Alzetta, di Action per Roma. “La città di Roma ha altri problemi da risolvere – ha detto la Azuni – più urgenti delle Olimpiadi”.
Via libera al Comitato. Ovviamente soddisfatto il presidente del Comitato Promotore Mario Pescante dopo aver incassato il si, quasi unanime, dell’Assemblea Capitolina: “Si tratta di un passo avanti formale e sostanziale che viene ancora prima della scadenza prevista da Cio per le città richiedenti la candidatura. Un risultato che ha richiesto un grande lavoro”.
L’approvazione della delibera è quindi il primo passo verso il sogno olimpico. Per sapere se, sessanta anni dopo, Roma ospiterà nuovamente le Olimpiadi bisognerà aspettare il 7 settembre 2013, quando a Buenos Aires il Cio ufficializzerà la sede dei Giochi Olimpici del 2020.

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