Primavera, nemesi viola: la Roma non vince più. L'analisi dei troppi ko contro la Fiorentina
di Fabio Belli e Daniele Priori
Due sconfitte in casa, per giunta una volta messo indosso l’abito da gran gala per giocare nel palazzo degli specchi, quello Stadio Olimpico luccicante di flash e di pubblico (numerosissimo nella prima occasione, la finale di ritorno di Coppa Italia, un po’ meno sabato scorso, ma la voce della Tevere si è comunque fatta sentire), da sempre sogno di ogni tagazzo del settore giovanile. Un epilogo più amaro non si poteva immaginare per la Roma, che si è vista sfilare da sotto il naso due trofei da una Fiorentina sì abbonata alle finali (oltre a quelle contro i giallorossi, i viola sono arrivati anche all’atto finale della Viareggio Cup 2011, in cui sono stati sconfitti dall’Inter), ma dimostratasi in campionato meno efficace rispetto all’armata di Alberto De Rossi. Si può parlare di vera e propria nemesi? Di sicuro sabato scorso il deja vu è stato potente: è parso di rivivere la stessa serata di cinque mesi fa, col contorno della beffa del gol incassato al 98’, davvero clamoroso ma segno della maggiore prestanza viola in campo a livello puramente fisico.
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