Preso il vandalo di piazza Navona. Mauro: "Volevo farmi notare". Belviso: "Ricovero volontario"
di Giovanna Sfragasso
È stato fermato nella notte di domenica l’uomo che lo scorso sabato ha sfregiato la Fontana del Moro di piazza Navona e lanciato un sasso contro quella di Trevi. Mauro Magi, un romano di 52 anni, individuato e bloccato dai carabinieri, è un senza fissa dimora: vive in strada nel centro di Roma da circa quattro anni, da quando cioè, perso il padre e caduto in depressione, ha lasciato la famiglia e la casa della sorella. I carabinieri lo hanno bloccato tra i turisti in via dell’Anima, dove è stato tradito dalle scarpe indossate durante il raid: di tela di una nota marca e di colore azzurro. Era senza documenti.
Misura di sicurezza e Tso. La Procura di Roma chiederà al gip l’applicazione temporanea della misura di sicurezza, una sorta di detenzione, un provvedimento speciale previsto dal codice penale nei confronti di autori di reato considerati pericolosi socialmente. Stando all’informativa consegnata al procuratore aggiunto Pietro Saviotti e al pm Francesco Minisci, infatti, l’uomo ha mostrato evidenti segni di squilibrio mentale, spiegando di aver colpito un monumento importante per attirare su di sé l'attenzione e rammaricandosi anche di non essere riuscito a compiere lo stesso gesto a Fontana di Trevi. Quindi, nessun pentimento e il concreto rischio di reiterazione del reato. L’iniziativa della Procura procederà parallelamente alla via amministrativa seguita dal Comune di Roma che sottoporrà l’uomo al trattamento sanitario obbligatorio.
Punizione esemplare. Nel ringraziare i carabinieri per aver individuato e fermato lo scellerato che ha danneggiato la Fontana del Moro, il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, ha auspicato che all’uomo sia inflitta un’adeguata condanna: “Mi auguro adesso che a questo criminale venga data una punizione esemplare, senza scarcerazioni facili, perché per difendere il nostro patrimonio artistico è necessario, come ha detto il ministro della Cultura Galan, che sia evidente a tutti la gravità del reato. Chi colpisce un monumento artistico può essere capace di qualsiasi violenza e qualsiasi follia, quindi nessuna clemenza”. Il sindaco ha poi fatto sapere di aver “chiesto personalmente all’assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso di chiedere un trattamento sanitario obbligatorio per la persona che ha colpito la Fontana del Moro a piazza Navona in modo da poterla trattenere in ospedale, anche perché dà evidenti segnali di squilibrio”.
Ricovero sanitario volontario. In serata è stato lo stesso Mauro Magi a scegliere volontariamente il ricovero sanitario presso una struttura ospedaliera della Capitale per sottoporsi alle necessarie cure del caso. "Tale scelta - ha detto il vicesindaco Belviso - è avvenuta dopo un primo colloquio, che si è tenuto all'interno del comando dei Carabinieri, tra un medico psichiatra della Asl territoriale di competenza e l'uomo stesso". "Purtroppo - ha spiegato - sono molte le persone che vivono in strada con compromissioni psichiatriche di vario genere, per le quali è difficile comprendere se questi disagi dipendano dalla loro condizione di vita oppure se siano degenerazioni pregresse del tessuto cognitivo".
La richiesta del vicesindaco ai ministri Sacconi e Maroni. "Attualmente per tutte quelle persone affette da disturbi psichiatrici, che decidano volontariamente o involontariamente di accedere alle cure mediche - ha aggiunto Belviso - è previsto un trattamento sanitario di alcuni giorni. Questo significa che al termine del periodo obbligatorio di cura farmacologica, la persona che necessita di tali trattamenti viene dimessa dalle azienda ospedaliera, interrompendo di fatto gli effetti curativi per la stabilizzazione psicologica e per la cura dei livelli umorali che inevitabilmente fanno riaffiorare le patologie pregresse, con esiti devastanti per se stesso e per la società". "Per questo motivo ripresenteremo con la massima urgenza al ministro del Welfare Maurizio Sacconi e dell'Interno Roberto Maroni, per quanto di loro competenza, un provvedimento che preveda la realizzazione di strutture dedicate all'accoglienza e alla cura dei soggetti che soffrono di patologie psichiatriche degenerative, per le quali è stato disposto un trattamento sanitario obbligatorio.
Il restauro del mascherone. La notizia del fermo è arrivata lunedì mattina mentre nella grande piazza dove sorgeva lo stadio di Diocleziano stavano iniziando i lavori di restauro del mascherone della fontana del Moro. A dare il via ai cantieri, al termine di un sopralluogo da parte dei restauratori della sovraintendenza ai Beni culturali di Roma, è stato l’assessore capitolino alla Cultura Dino Gasperini. Riprenderanno quindi posto nel mascherone le due teste dei draghetti alati, copie risalenti al 1870-1871, che sono state staccate dal vandalo, probabilmente con un sampietrino. La testa del draghetto di destra combacia perfettamente con il mascherone mentre a quella di sinistra manca un triangolo che è stato ritrovato ed è in possesso dei restauratori. “Da oggi assumiamo tutti i dati che servono per il restauro – ha spiegato il dirigente dell’unità organizzativa dei monumenti di Roma della sovraintendenza ai Beni culturali – e li analizzeremo in laboratorio. Se le temperature non raggiungono picchi e quindi non farà molto caldo il restauro dovrebbe orientativamente essere completato entro 15 giorni. La stima dei danni è di alcune migliaia di euro: sicuramente entro 10mila euro”. “Tutti i frammenti sono stati ritrovati - ha puntualizzato l'assessore Gasperini - e tutti i pezzi ci sono. L’unica anomalia erano dei frammenti di malta che probabilmente appartengono al sampietrino usato dal vandalo. Parte oggi, quindi, la prima fase del restauro”.









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