Giovedì ,26 Maggio 2011
 

Premio Ilaria Alpi, edizione 2011. Conquistano il primo posto Fantacone e Carbonetti. Tante le emozioni in Campidoglio

di Silvia Trupo
Il 24 maggio del 1961 nasceva Ilaria Alpi, giornalista del Tg3 uccisa in Somalia mentre svolgeva il suo amato lavoro. Nella stessa data, il 24 maggio di cinquant’anni dopo, questa straorinaria giornalista viene ricordata attraverso un premio, nobile e delicato allo stesso tempo, giunto alla sua 52’ edizione: premiare alunni delle quinte classi elementari che hanno avuto il compito di svolgere un articolo dal titolo “Roma città plurale, città di colori, odori, lingue, culture e tradizioni”.
L’evento e le emozioni. La sala della Protomoteca in Campidoglio si presenta gremita di ragazzini dagli sguardi imbarazzati, fieri e soprattutto incuriositi. Decine le scuole che hanno partecipato e l’emozione diventa palpabile soprattutto sui volti degli adulti presenti in sala, quando vengono raccontati, seppur brevemente, gli spaccati di vita civica che i piccoli giornalisti hanno narrato sottoforma di articoli. Sono scritti che hanno il sapore della semplicità e della ricerca della felicità, ed è proprio per questo che Roma, vista dai loro occhi, è piena di colori, senza differenze razziali, è una “mamma” benevola e senza paure. Ad avere il piacere di accogliere i piccoli giornalisti in erba sono stati l’Assessore alle politiche culturali e centro storico Dino Gasperini, che ha presentato l’evento, la Responsabile dell’Osservatorio Permanente sul bullismo (ufficio scolastico regionale del Lazio), Maria Assunta Peci ed infine Paolo Butturini segretario dell’associazione Stampa Romana. Durante la presentazione dei vari lavori i tre fortunati premiatori hanno sottolineato quanto sia stato sorprendente il lavoro svolto da questi giovani ragazzi dimostrando di essere cittadini del mondo attraverso la loro visione di Roma che, dal loro punto di vista, ha davanti un futuro meraviglioso. Fare il lavoro del giornalista non è cosa semplice, soprattutto perché non c’è spazio per i sentimenti; ma gli articoli scritti dalle giovani promesse presenti in sala hanno saputo fare notizia senza dimenticare i sentimenti, le emozioni, senza dimenticare il loro punto di vista privo di ogni forma di obbligo o censura. Un giornalismo fatto col cuore.
I premiati e i premi. La prima classificata e quindi anche la prima che ha ricevuto il prestigioso premio è stata Livia Maria Fantacone, della scuola Ugo Bartolomei; a seguire Sabina Carbonetti, anche lei prima classificata della scuola G. Tomassetti. Poi ancora Violetta Rafaila, scuola Carlo Collodi; Matteo Storti scuola Don Baldo; Ludovica Sganga scuola F.Fellini; Paulina Drozd e Sabrina Ristori della scuola Nando Martinelli; Irene Riommi, scuola Martin Luther King; Andrea Tabacchini, scuola Simone Renoglio; Lavinia Sdoga, scuola Don Filippo Rinaldi; Chiara Magonette, scuola Sacra Famiglia; Ilaria Commodari, scuola San Cleto; Sonia Abiuso, scuola S. Valitutti. Poi sono state premiate le classi: Quinta F, scuola Francesco Crispi; Quinta C, scuola Enrico Toti; Quinta C, scuola Massimo Troisi; Quinta E, scuola II Circolo Didattico Pomezia; Quinta A e Quinta B della scuola Anna Micheli. La giuria che ha decretato i vincitori è stata presieduta dal sindaco di Roma Gianni Alemanno; mentre i premi ai due elaborati considerati migliori consistono in un libretto di risparmio di 1.300 euro più una targa del Comune di Roma. Agli ulteriori quindici elaborati è stato dato un libretto di 260 euro, più un buono per l’acquisto di libri del valore di 260 euro. Infine a tutte le scuole di appartenenza di ciascuno dei vincitori è stata consegnata una targa d’argento dell’Associazione Stampa Romana.
Giornalisti per un giorno. Non è importante quanti di questi meravigliosi bambini eserciteranno, un giorno, la professione giornalistica, quello che conta è che per un giorno si siano sentiti portatori di notizie, comprendendo l’importanza di sapere cosa accade intorno a loro. E’ importante che si siano documentati, interrogati e incuriositi su tutto ciò che li circonda. In fondo come diceva George Elgozy “I buoni giornalisti scrivono ciò che pensano; i migliori quello che dovrebbero pensare i loro lettori”, quindi a questo punto si può dire che i nostri piccoli giornalisti siano stati capaci di essere sia “buoni” che “migliori”.

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