Mercoledì ,01 Settembre 2010
 

Pedaggi, stop agli aumenti dal Consiglio di Stato. Zingaretti: "Abbiamo vinto". Botta e risposta tra Alemanno e Castelli

di Giovanna Sfragasso
“Il Consiglio di Stato conferma che le nostre argomentazioni erano giuste e sacrosante. Non solo, come poteva sembrare ovvio, dal punto di vista politico e sociale, ma anche da quello strettamente giuridico”. A parlare è il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, entusiasta della sentenza pronunciata ieri dal Consiglio di Stato che ha confermato lo stop agli aumenti dei pedaggi sulle tratte di autostrade collegate ai raccordi gestiti dall'Anas previsto dalla manovra economica. Una decisione che ha fatto esultare in primis Palazzo Valentini, promotore, insieme a circa 50 comuni dell’hinterland romano, alle Province di Rieti e Pescara e al Codacons, del ricorso al Tar del Lazio.

“Con la nostra forza e tenacia - ha aggiunto Zingaretti - abbiamo vinto e dato un contributo determinante per seppellire questo odioso balzello che penalizzava in modo particolare chi vive, studia e lavora nel territorio romano. Il nostro è stato un impegno doveroso - ha spiegato il presidente della Provincia - in quanto siamo una Istituzione che tutela, non a chiacchiere ma con fatti concreti, i diritti dei cittadini contro quelle che sono vere e proprie ingiustizie messe in atto dal governo nazionale. Nella sentenza del massimo organo della giustizia amministrativa c’è però un passaggio in cui si sottolinea come la riconferma della sospensiva del Tar Lazio “deve essere interpretata nel senso di riferirsi non all'intero territorio nazionale, ma solo ai singoli segmenti stradali interessanti gli ambiti spaziali degli enti territoriali ricorrenti”. Ovvero, i rincari, scattati dal 1 luglio scorso e poi bloccati dal Tar il 29 luglio, vanno considerati sospesi solo nelle aree amministrative di chi ha fatto formale ricorso.
LA RISPOSTA DELL’ANAS - L'Anas, beneficiario finale degli aumenti, precisa che in ottemperanza alla sospensiva del Tar ha già sospeso la riscossione degli aumenti dal 4 agosto scorso. In una nota, il suo presidente Piero Ciucci fa sapere che l'ipotizzato rimborso dei pedaggi “durante il breve periodo di applicazione del decreto legge sarà assunta quando la giustizia amministrativa si pronuncerà in via definitiva in merito al decreto in discussione”. Intanto il Codacons chiede la restituzione di 8 milioni di euro ritenendo che la decisione del Consiglio di Stato deve valere su tutto il territorio nazionale e non solo per le tratte oggetto di ricorso “perché altrimenti si danneggerebbero gli automobilisti residenti nelle altre regioni d'Italia, determinando una evidente disparità di trattamento”.
TARIFFE DA RIVEDERE - Come conseguenza della sentenza di ieri, il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha annunciato che chiederà al governo di rinegoziare le concessioni con Autostrade per l'Italia, del gruppo Atlantia in modo da far ricadere i costi della manutenzione del Gra sulla concessionaria. “La sentenza del Consiglio di Stato conferma l'iniquità del pedaggio sulle strade di accesso al raccordo anulare. Dopo questa sentenza, invierò una nuova lettera per rinnovare la richiesta al ministero delle Infrastrutture e a quello dell'Economia di rinegoziare con la società Autostrade il canone di concessione della nostra rete autostradale”, ha detto Alemanno. “Da questa necessaria ridefinizione del rapporto economico devono venire le risorse necessarie alla manutenzione del Gra e delle strade di raccordo autostradale in gestione dell'Anas”.
CASTELLI VS ALEMANNO - Contrario alla sentenza il viceministro leghista alle Infrastrutture, Roberto Castelli, che parla di “danno per il Paese” e chiede un intervento legislativo per contrastare decisioni di organismi amministrativi che “si mettono a legiferare” contro decisioni del governo. Poi critica Alemanno e tutti i sostenitori della sentenza: “In Italia non si fa altro che parlare e soprattutto straparlare di project financing, partenariato pubblico-privato, attrazione di capitali stranieri nel nostro Paese. Mi chiedo, ma soprattutto chiedo a tutti coloro i quali oggi intonano peana, a cominciare dal sindaco Alemanno, come possa un investitore straniero dotato di un minimo di buonsenso investire in un Paese in cui non si sa mai chi detta le regole e chi decide. La risposta è ovvia: basta leggere i dati. Siamo il fanalino di coda di tutta Europa. Quelli che oggi cantano vittoria dovrebbero rendersi conto che questo è l'ennesimo caso in cui la nostra credibilità è stata venduta per un piatto di lenticchie”, ha aggiunto Castelli. Ma il sindaco Gianni Alemanno non ci sta e ribatte: “Vedo che il viceministro Castelli insiste, nonostante le sentenze di Tar e Consiglio di Stato, nel voler imporre i pedaggi nei tratti autostradali gestiti dall'Anas. Non capisco perché si voglia continuare in questo errore politico ed evidentemente giuridico quando invece proprio nel dna del centrodestra c'é la capacità di affrontare i poteri forti di questo Paese per ottenere scelte utili alla comunità nazionale”. Anche Nicola Zingaretti commenta “la teoria del sottosegretario Castelli”, definendola “stravagante”, “quasi una teoria da azzeccagarbugli”.
IL FAVORE DEL PD - Favorevole alla sentenza del Consiglio di Stato, invece, il deputato del Pd Enrico Gasbarra, membro della Commissione Trasporti della Camera, che la definisce una "vittoria della buona politica, del buongoverno di quegli amministratori che, guidati dal presidente della Provincia di Roma Zingaretti, si sono preoccupati realmente di tutelare gli interessi dei cittadini, contro provvedimenti a dir poco bizzarri come l'aumento dei pedaggi autostradali". "Di fronte a questa sonora bocciatura che causa un mancato introito all'Anas - ha aggiunto Gasbarra - il ministro Tremonti sappia che ci opporremo con ogni mezzo ad un eventuale decreto del governo con cui immagini di superare la sentenza". L'aumento dei pedaggi sui raccordi autostradali previsto nella manovra estiva avrebbe dovuto portare nelle casse dell'Anas circa 83 milioni nel 2010 e di 200 milioni per l'intero 2011.

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