Nomadi, scontro in tv tra il sindaco Alemanno e l'ex prefetto Serra
Sul tema dei rom, durante la trasmissione “Cominciano bene estate” è andato in onda lo scontro tra il sindaco e l'ex prefetto di Roma e senatore Pd, Achille Serra. Ad accendere la miccia, le parole di Serra dopo un primo intervento di Alemanno: "Sono contrario agli allontanamenti di massa indiscriminati, il dato di fondo deve essere la legalità. Bisogna fare uno spartiacque in cui è chiaro che chi accetta la legalità può rimanere e deve avere una strada di integrazione, gli altri no".
"Quello che dice Alemanno è esattamente ciò che dicevamo Veltroni ed io - ha spiegato Serra - Mi fa piacere che Alemanno dica questo, ma non la pensava così quando era all'opposizione perché veniva da me e mi diceva 'bisogna cercare di mandarli via' e io gli rispondevo 'attenzione, perché il 75% sono romeni, che non mandi via... I romeni sono cittadini europei'. È inutile che anche il ministro dell'interno, Roberto Maroni dica 'li mandiamo via', sono messaggi, basta con questi messaggi". Il sindaco, quindi, ha replicato: "Il problema è che dobbiamo mandare via chi commette illegalità, non dobbiamo avere quei buonismi che avete avuto tu e Walter Veltroni per tanto tempo e che hanno creato il problema a Roma"; e sulla parola buonismo Serra ha precisato: "Fa voti ma non contenuto. E' facile dire durante la campagna elettorale 'arriviamo noi e mandiamo via tutti i rom', ma chi avete mandato via, manco un rom avete mandato via...". Alemanno ha ricordato le "3.000 espulsioni" di questi anni e "il discorso di piano nomadi che non esisteva prima". "Casilino 900 la sinistra non lo ha mai toccato in 50 anni, lo ha lasciato lì. Questa è realtà, non messaggi - ha detto - Chi commette reati se ne deve andare, se non c'è questo principio non possiamo andare avanti. Tanto rispetto un nomade quando si vuole integrare, tanto lo mando via quando vuole delinquere". Serra ha concluso il 'duello' verbale puntualizzando: "Invece di pensare a una riforma della giustizia che preveda processi immediati e certezza di pena, invece di pensare ad ampliare le case circondariali, pensiamo di dare la colpa al buonista..."









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