Mille tonnellate di rifiuti in strada. Roma come Napoli? Incalza la polemica
di Giovanna Sfragasso
Cassonetti pieni, immondizia che invade i marciapiedi, odori nauseabondi. Sembra di essere a Napoli. Ma siamo a Roma. E per l’esattezza nella periferia sud est della città, dove da giorni è scattata l’emergenza. Da Tor Bella Monaca al Quarticciolo, passando per la Tuscolana e la Casilina, da San Giovanni a Conca d’Oro: mille tonnellate di rifiuti, accumulati dal primo maggio, sono rimasti in strada. Una situazione generata, secondo l’Ama, dalla chiusura del centro di smistamento di Rocca Cencia, voluta dai carabinieri del nucleo ambientale. “La chiusura decisa dalla Provincia - si legge in una nota dell’azienda - sta creando alcuni problemi nella raccolta dei rifiuti solidi urbani nel quadrante sud est della città. Per risolvere la questione delle circa 1000 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno che si sono accumulate nelle vicinanze dei cassonetti il sindaco ha emesso un’ordinanza che consentirà di utilizzare come area di trasferenza per i rifiuti solidi urbani un impianto adiacente”.
“L’Ama già sapeva”. Palazzo Valentini, però, si sente chiamato in causa e non fa attendere la risposta. L’assessore alle Politiche e Tutela ambientale Michele Civita rende noto che la Provincia ha “dettato i tempi per organizzare la raccolta anche in collaborazione con la prefettura”, preisando di aver fatto riunioni “a cui ha partecipato anche l’ad dell’Ama Panzironi”, l’ultima delle quali “è stata lunedì”.
“Puliremo in tre giorni”. Intanto la situazione, fa sapere la municipalizzata in una nota, “è notevolmente migliorata e sta tornando alla normalità”. Nella notte di mercoledì, infatti, le squadre dell’azienda sono state al lavoro nelle zone interessate per rimuovere i rifiuti accumulati. Un’ordinanza firmata d’urgenza dal sindaco Alemanno ha consentito di utilizzare, dall’alba di ieri mattina, un impianto Ama sempre in via di Rocca Cencia come stazione di trasferenza sostitutiva per i rifiuti solidi urbani. “Per questo - spiega l’azienda - la situazione è di nuovo sotto controllo”. Le operazioni straordinarie di pulizia e raccolta proseguiranno anche nelle prossime ore e “il ripristino delle condizioni ordinarie sarà completato entro due, al massimo tre giorni”.
Denunciata la municipalizzata. Il VII Municipio, però, non perdona e querela l’azienda. Protagonista il capogruppo dell’Api Cecilia Fannunza, che in un comunicato dà notizia di aver denunciato l’Ama per interruzione di pubblico servizio. “In seguito alle proteste e alle segnalazioni di tanti residenti preoccupati per gli evidenti rischi igienico-sanitari derivanti da una condizione di tale degrado, e dopo aver verificato personalmente la situazione - spiega Fannunza - ho provveduto a denunciare l’azienda alle autorità competenti per fare in modo che i responsabili siano perseguiti a norma di legge”.
Un’azienda inadeguata per Roma. Pioggia di proteste anche dal V Municipio, in campo contro la gestione della situazione da parte dell’amministrazione capitolina. A fare la voce grossa è il presidente Ivano Caradonna che definisce la strategia dell’Ama “non adeguata a una megalopoli come Roma”. Per il minisindaco “il rischio che si corre è di un prossimo commissariamento della gestione dei rifiuti nella Capitale, visto anche il continuo rimpallo di responsabilità tra Alemanno e Polverini su quello che sarà il dopo Malagrotta”.
Codacons: “Serve l’esercito”. Di fronte all’emergenza rifiuti l’associazione dei consumatori chiama in causa Berlusconi per adottare provvedimenti analoghi a quelli previsti per Napoli, inviando i militari a Roma per ripulire la città. “E’ intollerabile vedere cumuli di rifiuti nelle strade romane ed è una vergogna che una capitale europea si riduca in questo stato - afferma il presidente Carlo Rienzi - Di fronte alle incapacità delle istituzioni locali, deve intervenire il Governo, così come avvenuto per Napoli”.
La protesta dei sindacati. Convocati da Alemanno per lunedì pomeriggio, i sindacati ipotizzano nuovi scenari sul come e sul perché si sia creata l’emergenza rifiuti. “Il sospetto - dice il segretario generale della funzione pubblica della Cgil di Roma e Lazio, Lorenzo Mazzoli - è che qualcuno stia favorendo la disorganizzazione in Ama per perpetrare il clima di emergenza e predisporre a nuove infornate di precari”. E il segretario regionale della Cisl, Salvatore Biondo, si dichiara preoccupato pensando a cosa “potrebbe accadere dopo il 10 maggio, data in cui le discariche del Lazio hanno annunciato una serrata di protesta”. Una mobilitazione che secondo la presidente del Lazio, Renata Polverini, sarebbe “un gesto irresponsabile”. Ma per uscire dall'emergenza, per il segretario regionale dell'Idv, Vincenzo Maruccio, c'è solo una soluzione: “Individuare un nuovo sito per la discarica di Roma e rilanciare la raccolta differenziata”.
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