Sabato ,26 Settembre 2009
 

La grande festa del Cr Lazio, festeggiati i 100 anni di attività del Comitato Regionale Lazio

Carlo Tavecchio, Giancarlo Abete, Melchiorre Zarelli

Una storia lunga 100 anni. Quella del calcio laziale che oggi ha celebrato il suo primo secolo di attività dalla fondazione della prima struttura chiamata a gestire il calcio della nostra regione: era l’ottobre 1909 quando la Figc istituiva la base del comitato regionale, chiamato a regolamentare l’attività di tre club (Fortitudo, Podistica Lazio e Juventus Roma, dopo si sarebbe aggiunta la Roman), più tanti altri che, per l’insostenibilità di costi, disputavano solo gare amichevoli (Cassino, Sora, Viterbo e tante altre).

Da quella data fino all’ottobre 2009 molto è cambiato, ma non la centralità di un comitato che sovrintende l’attività dello sport più praticato al mondo con la stessa passione e gli stessi valori di cento anni fa.
L’anniversario si è aperto con la celebrazione eucaristica officiata nel nuovo auditorium del Santuario del Divino Amore, alla presenza di numerosi dirigenti, federali e di società, arbitri e addetti ai lavori: nell’omelia, è stato ribadito il ruolo dello sport nella società odierna e in particolare quello dei tecnici, che devono ricordare sempre di essere “educatori, anche nel rispetto degli insegnamenti cristiani”.

Subito dopo, è iniziata la cerimonia dedicata ai 100 anni del comitato regionale, alla quale hanno preso parte il presidente della Figc Giancarlo Abete, il vicepresidente vicario Figc presidente Lnd Carlo Tavecchio, il presidente del Cr Lazio Melchiorre Zarelli, il presidente onorario del comitato stesso Raffaele Cipollone (presidente dal 1988 al 1992)e il vicepresidente della commissione sport della Regione Lazio Enzo Foschi. In platea, tra gli altri, il vicepresidente della Lnd Benedetto Piras, il presidente del CR Lazio del Coni Riccardo Viola (messaggio da parte del n.1 dello sport italiano Gianni Petrucci, impegnato in Polonia ndr), le signore Mariella Sbardella e Luciana De Angelis, vedove di due altri grandi ex presidenti del CR Lazio, mentre la signora Uga Jacinto, 93 anni e altra ex first lady del calcio laziale, ha preferito restare a casa mandando comunque il suo saluto all’iniziativa. In prima fila anche presidenti del Cra degli ultimi 20 anni: Cesare Sagrestani, Gianfranco Menegali, Cavanna, Nazareno Ceccarelli (assente solo Carlo Pacifici) e quasi tutti i 14 presidenti delle sezioni AIA, tanti giornalisti di ieri e di oggi, come Franco Ciavatta, Mario Pennacchia e il nostro direttore Eraclite Corbi, anche lui premiato nel corso della cerimonia.
Nel suo intervento, Zarelli ha ricordato il motivo della festa, “voluta per dare visibilità e esprimere un sentito riconoscimento alle società laziali, il cuore del nostro calcio” ripercorrendo la lunga storia iniziata nell’ottobre 1909. “Il nostro compito – ha ricordato Zarelli – oggi come ieri è organizzare e regolare l’attività che rappresenta una fondamentale funzione sociale”. “Siamo vicini a quota 1000 società – ha detto ancora il presidente del CR Lazio – un numero che è il riconoscimento al lavoro svolto da tante persone” ricordate poi in un lungo elenco e un pizzico di commozione. “La cerimonia di oggi – ha concluso Zarelli – è anche un ricordo di tanti amici di un tempo, molti dei quali non ci sono più, la loro memoria però resta con noi”.

Subito dopo è toccato ad uno dei due autori, il giornalista de “Il Messagero” Roberto Avantaggiato (che ha firmato il libro sui 100 anni con il collega dell’Ansa Rolanda Mignini), illustrare il dettaglio del percorso seguito nella ricostruzione, dalle fonte ufficiali (i comunicati ufficiali dal 1928 ad oggi custoditi presso la sede del CRL) alle biblioteche e alle emeroteche dove sono stati consultati giornali dell’epoca (dal 1909 al 1928) per completare il lavoro. Ha ricordato la fondazione dei primi 7 comitati regionali nell’ottobre 1909, nella riforma che portò l’allora federazione football a diventare federazione italiana giuoco calcio, il calcio laziale dal dopoguerra all’era moderna, fino all’attualità odierna e all’era Zarelli.
Poi è toccato ai due personaggi principali del calcio italiano dare il loro commento: Giancarlo Abete e Carlo Tavecchio, entrambi ex dirigenti di società dilettantistiche, la A.Be.Te. (Azienda Beneventana Tipografiche editoriali) del Quarticciolo a Roma il primo, la Pontelambrese in Brianza il secondo. Tavecchio ha voluto spiegare come “la componente dilettantistica italiana è la più organizzata nel mondo per capillarità delle sue società e delle sue strutture periferiche” ricordando poi come il fulcro del sistema siano le società sportive, “senza le quali non ci sarebbero i calciatori, gli arbitri, le Leghe, le Federazioni, il Coni”. Tavecchio ha poi reso merito al CR lazio, per il suo ruolo strategico nel calcio italiano: “E’ una regione che fa da stimolo, anche per le idee che qui nascono (riferendosi ad esempio al calcio a 5), complimenti oggi a Zarelli, nel solco della tradizione avviata da sbardella, uomo che ho conosciuto nel 1999 e al quale sono particolarmente legato”.

Gli interventi sono stati poi chiusi dal presidente federale Giancarlo Abete, impegnatissimo a fine cerimonia a firmare i libri per tante società: ”Questa è una festa che permette di andare avanti lungo un percorso avviato cento anni fa. Il mio saluto va a tutti i dirigenti del CRL, tanti dei quali ho avuto modo di conoscere quando ero impegnato nel club di famiglia, fondato da mio padre con i colori giallorossi in onore ai colori di Benevento, la nostra città di origine”. “Il calcio dilettantistico e di base – ha proseguito Abete – è un patrimonio di tutti, da salvaguardare e valorizzare; la base deve sentire la vicinanza del calcio professionistico e della federazione tutta”. Riferendosi poi al libro presentato nell’occasione di questo anniversario, abete ha ricordato come si tratti di “pagine di un trascorso di passione e valori che cresce di giorno in giorno, attraverso una tradizione lontana”. Ma se la storia va celebrata, Abete pensa anche all’attualità da salvaguardare: “Oggi è difficile fare calcio a livello dilettantistico per il sistema dei costi da sostenere, ma con il decreto legge sui diritti tv (è stato approvato nei gironi scorsi in commissione alla Camera l’1% dei proventi da girare al calcio di base ndr) dal luglio 2010 potrebbero arrivare risorse per la politica dei servizi e la valorizzazione dei vivai”.

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