Martedì ,18 Maggio 2010
 

La Figc discrimina Shaib Idrissuou? Un caso ancora aperto. Abbiamo raccolto il parere del presidente del Cr Lazio Zarelli

Un caso che potrebbe fare giurisprudenza e che dimostra come la necessità di tutelare i vivai nostrani a volte si scontri con le norme vigenti in tema di circolazione di talenti esteri. La notizia, innanzitutto: la Federazione Italiana Gioco Calcio è stata condannata dal tribunale di Lodi, competente per la vicenda, per discriminazione nei confronti di Shaib Idrissuou Biyao Kolou, giovane calciatore togolese (neanche 20 anni compiuti) con alle spalle già alcune stagioni da professionista e presenze in nazionale, per avergli negato il tesseramento in un campionato dilettantistico italiano. Atteggiamento ritenuto discriminatorio in quanto Idrissou era in possesso di un permesso di soggiorno della durata di cinque mesi, rinnovato di volta in volta sempre per questa durata di tempo, in attesa di ottenere lo status di rifugiato (è stato costretto a lasciare il Togo nel 2008 a causa di persecuzioni politiche). Per la Figc questo tipo di permesso di soggiorno provvisiorio non era sufficiente per concedere il tesseramento ad Idrissou, perchè il regolamento della Federazione prevede, all'articolo 40, che lo stesso debba essere "valido almeno fino al termine della stagione sportiva". Shaib pero' non si è dato per vinto e, sostenuto dall'Asgi (Associazione studi giuridici sull'immigrazione) e dall'Associazione Lodi per Mostar, ha fatto ricorso per discriminazione al Tribunale di Lodi che gli ha dato ragione. Il regolamento della Figc e' in "contrasto con l'articolo 3 della Costituzione", scrive il giudice Federico Salmeri nella sentenza depositata nella cancelleria del Tribunale, e la pretesa che il permesso di soggiorno duri quanto la stagione calcistica è "illogica, irragionevole, non giustificata, incoerente e contraria ai principi di parita' di trattamento a parita' di condizione". Il citato articolo 3 della Costituzione recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.” Dunque, benché il permesso di soggiorno di Idrissou non possa effettivamente estendersi fino al termine della stagione sportiva, se non rinnovato, è dovere della Figc secondo il tribunale convalidare il tesseramento del giocatore togolese per garantire i principi di uguaglianza e dignità sociale. A poco è servito sostenere, nella memoria difensiva della Figc, che tali disposizioni restrittive sono tese anche a tutelare i vivai calcistici italiani, per impedire dunque la circolazione indiscriminata e fuori dalle regole di calciatori provenienti dall’estero. Abbiamo interpellato il presidente del CR Lazio della Figc Melchiorre Zarelli, per un parere su una vicenda che se da una parte potrebbe aprire nuovi sviluppi ai calciatori stranieri in cerca di uno sbocco nel calcio nostrano, dall’altra rappresenta l’ennesimo impedimento per una federazione che spesso nella tutela dei vivai di casa si ritrova con le mani legate, anche a causa di interpretazioni di norme ben chiare nei regolamenti sportivi. “E’ francamente impossibile entrare nel merito delle decisioni dei giudici,” spiega Zarelli, “di fronte a decisioni di questo tipo bisogna alzare le mani e basta, in quanto si entra nel merito giuridico e costituzionale che esula dai codici sportivi. La cosa importante, che mi preme sottolineare, è che occorrerebbe uniformità di giudizio. Ora si è arrivati ad altre decisioni, ma altri giudici, se la federazione riterrà opportuno fare appello, potrebbero vederla diversamente e si potrebbe giungere fino alla corte costituzionale. Stabilire infatti se una norma del codice sportivo ha valore costituzionale può rappresentare un percorso tortuoso da compiere: per fare un altro esempio, a volte per la disputa delle gare ci troviamo ad operare variazioni dell’ultimo minuto in quanto l’autorità di pubblica sicurezza, sicuramente nel legittimo esercizio delle proprie funzioni, prende decisioni che esulano dall’ordinamento sportivo. Insomma, non so se possa fare giurisprudenza un caso riguardante un singolo: si può arrivare molto lontano, ed è più saggio attendere la conclusione definitiva della vicenda.”

[ fabio belli ]

Nessun voto finora

Invia nuovo commento

Commenti
Per commentare gli articoli e' necessario effettuare login a ilcorrierelaziale.it.
Se non sei ancora un utente della community registrati
Il contenuto di questo campo sara' visualizzato al posto del nome utente nei commenti
  • Indirizzi web o e-mail vengono trasformati in link automaticamente
  • Linee e paragrafi vanno a capo automaticamente.
  • Puoi citare altri posts usando i tags [quote].

Maggiori informazioni sulle opzioni di formattazione.

To prevent automated spam submissions leave this field empty.

Gallery