Il Nacional qualificato, la Sampdoria rinuncia dopo il freddo e le polemiche di ieri. I commenti in esclusiva per ilcorrierelaziale.it del ds e del tecnico paraguaiano
Come era previsto, oggi al Benelli di Camaiore, si è presentata solamente una squadra. La gara in programma era quella tra la Sampdoria e il Nacional, ma mentre i paraguaiani si stavano riscaldando in campo, mentre i doriani, come annunciato dal tecnico Aglietti, immediatamente dopo la sospensione della gara, per protesta verso l’organizzazione della Viareggio Cup, non si sono visti allo stadio. I fatti sono noti: ieri il direttore di gara, nonostante il grande freddo e il campo impraticabile, ha fatto iniziare la gara, fino a quando il portiere paraguaiano e quattro giocatori blucerhiati hanno avuto un principio di assideramento. A fine primo tempo la gara è stata sospesa con i doriani in vantaggio per 2-0 e si sarebbe dovuta recuperare quest’oggi ripartendo dal primo minuto. Nelsinho Rojas, direttore sportivo dei sudamericani, ci racconta cosa è accaduto venerdì pomeriggio : "Un clima assolutamente assurdo, non solo per il freddo, ma anche per le condizioni del terreno di gioco, molto simile ad una piscina. Sia noi che il tecnico della Sampdoria abbiamo chiesto più volte di non giocare e successivamente di fermare la gara, senza essere ascoltati. Poi è accaduto quello che tutti conoscete". Ovvero che a fine primo tempo Claudio Nunez Ibarrola, letteralmente congelato per via della temperatura polare, è stato trasportato all’ospedale di Genoa, dove sabato pomeriggio ancora era ricoverato, per un principio di ipotermia che poteva avere conseguenze molto gravi: "Abbiamo parlato con l’ospedale di Genova pochi istanti fa (alle 14 di sabato, ndr) e il nostro ragazzo dovrebbe essere dimesso nel pomeriggio. E’ ancora un po’ provato ma fortunatamente sta bene. Anche se, per alcuni momenti, abbiamo temuto il peggio. Era completamente bloccato, non rispondeva neanche agli stimoli per le pupille". Un Nacional che ha deciso di scendere comunque in campo nonostante il pericolo corso, a differenza dei blucerchiati: "Ci siamo presentati anche perché la Sampdoria non ci ha comunicato nulla, noi non sapevamo neanche che non si sarebbero presentati". Poi è la volta del tecnico Benitez, con il quale abbiamo tirato le somme di questa spedizione italiana per partecipare a questa prestigiosissima manifestazione giovanile: "Sono molto soddisfatto – commenta l’allenatore – Il nostro obiettivo era passare il turno e l’abbiamo raggiunto. Certo così non è il massimo, avrei preferito ottenere la qualificazione giocandomela sul campo". Al di là di questo, l’importante era dare visibilità ai suoi ragazzi. Tabarez è stato uno dei più grandi calciatori paraguaiani della storia. Presente nella spedizione ai mondiali di Messico ’86, eliminato negli ottavi dall’Inghilterra, con l’Olimpia di Asuncion ha vinto due Coppe Intercontinentali, una delle quali da capitano nell’89 contro il Milan. La speranza è che questi giovani, grazie a queste competizioni, possano riuscire a sbarcare nei più prestigiosi campionati europei: "Il calcio rispetto ai miei tempi è molto cambiato. Lo scorso anno, dopo aver vinto un torneo ad Alatri, il Genoa ha acquistato tre nostri giovani per il settore giovanile. Ai miei tempi per chi giocava in Sudamerica era difficilissimo uscire dai confini del nostro continente". Ed anche in questa occasione i migliori club italiani hanno mostrato un certo interesse nei confronti dei calciatori di Benitez, come conferma Rojas: "Abbiamo gi à avuto diversi contatti, non c’è ancora niente di definitivo ma alcune società si sono già fatte vive in questi giorni". Ma secondo il tecnico c’è qualcuno che ha le potenzialità per ricalcare le sue orme? "Ho in mano una buon gruppo, con tante buone individualità. Si devono porre un obiettivo e poi mettersi in testa che per raggiungerlo serve tanto lavoro e tanto sacrificio". Infine uno sguardo agli ottavi di finale: "L’ho già detto, l’obiettivo era passare il turno, ora è quello di arrivare più in alto possibile. Possiamo fare bene e perché no, con un po’ di fortuna puntare alla vittoria finale".
[ dai nostri inviati Diego Cavaliere e Gian Marco Ventura ]














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