Mercoled ,17 Marzo 2010
 

Il Cisterna in Coppa a Portotorres, l'intervista all'ex romanista Alessandro Frau: Amo la vostra regione, ma vi elimino

Esordire in Serie A con un meraviglioso colpo di tacco a smarcare Francesco Totti, per il 2-1 contro la Salernitana. Lo splendido rapporto con Zdenek Zeman e l’amore per Roma, squadra e città. Poi l’arrivo di Fabio Capello, il prestito al Palermo in Serie C1 e l’affievolirsi, costante, del sogno di una carriera nel calcio che conta. Cinque presenze nel massimo campionato, due in Coppa Uefa e due in Coppa Italia. Nessun gol. Questa la storia “romana” di Alessandro Frau, attaccante sardo, arrivato nella capitale a soli 22 anni, per restare una stagione, prima di un lungo girovagare per l’Italia calcistica, che, come nelle migliori favole, si conclude con il ritorno a casa. Nel paese dove è nato e cresciuto, per restituire ai suoi concittadini una gioia lontana 23 anni: la promozione in Serie D. Nemo profeta in patria. Per tutti ma non per Alessandro Frau, che alla sua Porto Torres vuole regalare quante più soddisfazioni possibili. “Sono andato via adolescente dalla mia città natale e ci sono tornato adulto, con un grandissimo bagaglio professionale da poter donare”. Primo anno in Eccellenza, dopo una carriera passata a cavallo tra i dilettanti e i professionisti, Frau ha già segnato la bellezza di undici reti (secondo miglior marcatore dopo Sanna), che hanno fruttato alla Portotorres il primo posto in classifica, ad un solo punto dalla matematica promozione in Interregionale. “I miei concittadini parlano della Serie D come di un ricordo lontano, noi gliela stiamo regalando sul campo. Vogliamo, però, anche la Coppa Italia Nazionale. Vogliamo essere ricordati come la prima squadra sarda a vincere questa competizione”. Per conquistare l’obiettivo bisognerà eliminare la Vigor Cisterna, cliente, ostico che già all’andata ha fatto soffrire i rossoblu: “Amo il Lazio e Roma. So che la finale sarà al Flaminio e voglio tornarci a giocare a tutti i costi. Se questo vorrà dire dare un dispiacere alla vostra squadra ben venga. Non avrò pietà”.

[g.z.]

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