Il capolavoro di Sandro Grossi: la salvezza epica dell'Isola Liri. Intervista esclusiva con il tecnico ciociaro
Una vittoria straordinaria. E non ci riferiamo, o per lo meno non lo facciamo in maniera esclusiva, al successo nei play out che ha permesso all’Isola Liri di restare in Seconda Divisione, ai danni del Vico Equense. La vittoria straordinaria è da intendersi in senso complessivo, e mai come in questo caso ha un nome e cognome: quello di Alessandro Grossi, uno dei tecnici più vincenti di tutto il Lazio, che ha firmato l’ennesima, incredibile impresa di una carriera assolutamente notevole. Partito dalla Prima Categoria, le pagine più bella della vita da allenatore di Grossi sono collegabili agli anni passati a Cassino. Dall’Eccellenza, il tecnico ha portato la squadra biancoazzurra alle soglie della C/1, sfiorando i play off dopo aver vinto il massimo campionato regionale in un tiratissimo spareggio contro l’Almas, e dopo aver trionfato anche in Serie D, riportando il club tra i professionisti nell’entusiasmo generale. In Ciociaria, il mister è tornato quest’anno per un’altra mission impossibile: far restare in Lega Pro l’Isola Liri appena ripescata dopo la retrocessione in Serie D. Accolto con ovvio favore, il ripescaggio ha portato con sé effetti collaterali notevoli. Un ritardo fisiologico sulla costruzione della squadra, ad esempio, il che ha anche comportato una partenza al rallentatore che pareva relegare l’Isola a recitare il ruolo di vittima sacrificale per la retrocessione diretta nel Girone C. Da qui però, è partita la straordinaria reazione d’orgoglio della formazione biancorossa: eccezionale fino a scalare la classifica alle soglie della salvezza diretta, svanita solo a causa dell’inaspettato exploit finale della Scafatese, capace di castigare in serie il Catanzaro e soprattutto la Juve Stabia in trasferta, ovvero le due formazioni che si sono contese fino in fondo la promozione diretta in Prima Divisione. Ai play out, un’altra montagna da scalare, dopo il clamoroso ko, 0-2, a Sorrento in casa di un Vico Equense che nella regular season era arrivato ben nove punti sotto l’Isola. Al “Nazareth”, nel ritorno, l’apoteosi finale, con la salvezza conquistata con una brillantissima prestazione, che ha scacciato via tutti gli incubi ed i fantasmi di una stagione intera. Ripercorriamo questo cammino lungo un anno con lo stesso Sandro Grossi, che non esita a definire quest’ultima impresa come la più bella della sua carriera, al pari della doppia promozione sulla panchina del Cassino.
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