Eccellenza, Raffaele Leoncini ribatte a Staffa: "E' stato esonerato per il suo operato disastroso!"
di Gabriele Ziantoni
Adesso parla lui. E a dire la verità, non ci troviamo nulla di male. Perché farsi scivolare le cose addosso è giusto e manifestazione di coraggio e grande forza d’animo. Ma a sopportare troppo si rischia di passare da persone poche intelligenti. In un istante preciso, infatti, arriva il momento di prendere posizione e far sentire la propria voce. Senza perdere lo stile, che nella vita, come molte cose, non si può acquistare. Si ha o non si ha.
Non sono stati giorni semplici per Raffaele Leoncini. E di notti, certamente, ne ha vissute di migliori. Chi nella vita fa il calciatore e di questa passione vive, può mettere in conto di vedere il proprio nome rimbalzare tra pagine di giornale, schermi televisivi e siti internet. Arrivando addirittura a sperarlo in un certo senso. Ma da questo, a quello che il centrocampista del Cecchina ha dovuto subire negli ultimi due giorni, ce ne passa. Eccome.
All’indomani del suo esonero, l’ormai ex tecnico del Cecchina, Gianluigi Staffa, indica in Raffaele e in particolare in un diverbio avuto con lui al termine di una gara amichevole pre-natalizia il motivo del suo addio al club castellano. “Capisco il presidente Leoncini - sono le dichiarazioni del mister a caldo dopo l’esonero - che ha preferito il figlio a me”. Parole forti, che tra l’altro insinuano qualcosa di molto grave: un addio frutto di imposizioni societarie e non di una valutazione puramente tecnica. Una frase che, nel calcio laziale, esplode come una bomba. Il telefono di Raffaele, tra telefonate e sms di solidarietà diviene incandescente e non smette di trillare. Tutto l’ambiente Cecchina, dall’ultimo dei magazzinieri all’intero spogliatoio si schiera dalla parte di Raffaele, che atteso un giorno per valutare bene la situazione, decide di parlare. Lo fa attraverso il nostro giornale, in un’intervista esclusiva, in cui il centrocampista spiega, senza lasciare spunto alle interpretazioni, il suo punto di vista. Quello che volete sapere è tutto nelle prossime righe. E non lo troverete da nessun’altra parte. E’ il pensiero di un ragazzo che probabilmente ha l’unica colpa di portare un cognome importante all’interno del Cecchina. Leoncini. Quello di Francesco. Il padre.
Al momento dell’esonero, l’ormai ex allenatore del Cecchina, Gianluigi Staffa ha rilasciato questa dichiarazione: “Capisco il presidente che ha preferito suo figlio a me”. Come interpreti queste parole?
“Innazitutto voglio fare una precisazione: sono il figlio di un dirigente e non del presidente del Cecchina Calcio che è Alex Ferrante. Ma soprattutto sono un calciatore e in quanto tale non posso in alcun modo interferire nelle scelte societarie. Premesso ciò interpreto le dichiarazioni dell’ex tecnico Gianluigi Staffa come una scusa per distogliere l’attenzione dal suo operato disastroso: la prova di questo deriva dal fatto che nelle ultime sette partite abbiamo raccolto soltanto sei punti”.
Si dice che al termine di un’amichevole pre-natalizia tu e il tecnico abbiate avuto un violento diverbio che ha sfiorato addirittura lo scontro fisico. Lo confermi?
“Confermo che ho avuto un diverbio con Gianluigi Staffa al termine dell’amichevole di Nepi a causa della mia posizione in campo, ma smentisco categoricamente che vi sia stato uno scontro fisico. Penso che ciò sia una cosa del tutto normale all’interno di un campo di calcio, ma voglio sottolineare che dopo un primo chiarimento avuto a fine partita, ve n’è stato un altro dinanzi a tutto il gruppo alla ripresa degli allenamenti”
E’ vero che il tecnico ti avrebbe messo fuori rosa e la società ti avrebbe reintegrato con la forza, contro anche il parere dello spogliatoio?
“(Sorride) Mi viene soltanto da ridere nel leggere una simile affermazione. Non è assolutamente vero che sono stato messo fuori rosa: domenica ho anche giocato (è entrato al 1’ del secondo tempo al posto di Patrizio Pascucci ndr). Né sono stato reintegrato a forza della società, infatti, nei miei confronti non è stato adottato nessun provvedimento disciplinare. Voglio invece, sottolineare l’ottimo rapporto che ho con il gruppo sia dentro che fuori dal campo”.
Ti senti responsabile dell’esonero di Staffa e, in particolare, del momento del Cecchina?
“Ribadisco che sono un calciatore, ma soprattutto un uomo che si assume le proprie responsabilità per il difficile momento che stiamo attraversando. Riguardo all’esonero di Staffa non mi sento responsabile per nessun motivo ma penso che ognuno sia artefice del proprio destino… A voi la risposta”.













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