Eccellenza: Pronti, Vertenza, via! La storia del tecnico Fabio Tocci e del presidente Adriano Clemeno: quale la verità?
di Gabriele Ziantoni
Accordi. Verbali e scritti. Confermati e disattesi. Soldi. Assegni. Telefonate. Lamentele. Amici. Amici di amici. Nemici. Conoscenti. Appuntamenti presi tramite terzi e poi disdetti. Dichiarazioni. Smentite. Testimonianze. Confessioni. Risate arroganti. Sospiri. “Vedrete”. C’è un po’ di tutto in questa storia. Anche se molto di abbozzato e nulla di definito. Una sola certezza: la vertenza c’è stata. Fabio Tocci ha citato presso il Collegio Arbitrale della Lega Nazionale Dilettanti la Virtus Bagnoregio, rea di non aver riconosciuto al tecnico il compenso pattuito per la stagione 2009-2010, durante la quale Tocci, precisamente dal mese di Ottobre a quello di Dicembre, ha ricoperto il ruolo di allenatore.
Il caso, nato dagli studi della trasmissione di “Sport in Oro” nel pomeriggio di domenica, è rimbalzato, con la naturalezza e la semplicità di una pallina di gomma, dal tubo catodico, passando per i ripetitori delle varie compagnie telefoniche e i rispettivi cellulari, fino alle orecchie dei diretti interessati, animando le ultime ore del calcio dilettantistico laziale. Tutti vogliono sapere, vogliono raccontare. Ognuno ha qualcosa da dire, da affermare, e con una sicurezza tale da indurre in difficoltà l’interlocutore di turno. Chi ha ragione? Chi torto? Chi deve cosa a chi? Difficile capirlo. Meglio, ripartendo dal principio, analizzare uno per uno i punti di questa vicenda. In fondo per avere una sentenza dovremo aspettare almeno fino a Novembre.
I contratti degli allenatori. Il “premio tesseramento”, così è chiamato l’ingaggio che tecnico e club discutono al momento dell’accordo, varia in base alla categoria da affrontare. Gli allenatori in possesso di un patentino di terza categoria (tecnici di base) possono ricevere, l’anno, un massimo di: 14.000 euro in Serie D, 11.500 in Eccellenza, 9.500 in Promozione, 7.500 in Prima Categoria e 3.000 in Seconda Categoria. Gli allenatori, invece, in possesso di un patentino di prima e seconda categoria (allenatori professionisti) possono ricevere uno “stipendio” pari ad un massimo di 25.822 euro annui. Non un centesimo di più. E’ possibile andare oltre queste cifre? Legalmente no, pena l’annullamento del contratto da parte del Cr Lazio, anche se gli ingaggi possono essere “gonfiati” inserendo nel contratto la clausola denominata “rimborso spese”: euro da riconoscere all’allenatore in base al numero di chilometri effettuati nel tragitto da casa al campo d’allenamento. L’ingaggio, in base ad accordi tra tecnico e società, può essere versato in unica soluzione o in più rate senza limiti di numero. Il premio tesseramento è l’unica cosa alla quale ci si può appellare nel caso di vertenza. Non il rimborso spese, ovviamente, che cessa al momento in cui il tecnico viene esonerato. Ecco perché gli esperti consigliano agli allenatori, al momento della firma del contratto, di far ben distinzione tra le due voci. Una volta ricevuto il fascicolo riguardante la vertenza il Collegio Arbitrale, basandosi su documenti e testimonianze, valuterà la situazione, decidendo se invitare la società a pagare quanto pattuito oppure far cadere il tutto. Il tecnico, per istruire la pratica, può decidere di procedere da solo oppure di rivolgersi all’Associazione Allenatori, presieduta da Alberico Marchesi che in merito al caso ha dichiarato: “Sono al corrente della vertenza di Fabio Tocci. Per tutte le altre questioni credo sia prematuro fare commenti, attendiamo solo il giudizio del Collegio Arbitrale”.
La posizione dei protagonisti. Mentre l’ex tecnico della Virtus Bagnoregio non intende prendere posizione, “Non voglio parlare di nulla ed agirò per le vie che riterrò più opportune”, l’attuale presidente del Civitavecchia, Adriano Clemeno ci tiene a professare l’innocenza sua e del suo ex club: “Tocci da me non deve avere nulla – tuona il patron – Aveva un contratto di 7.500 euro e io gliene ho versati, tramite assegni regolarmente emessi dalla Virtus Bagnoregio, ben 9.000 così da riconoscergli anche le spese. Sono molto tranquillo, perché ho tutti i documenti che possono dimostrare quanto affermo. Inoltre io ero solo il presidente di quella società che apparteneva a soci ben distinti da me, ai quali ho rassegnato le mie dimissioni alla conclusione dello scorso campionato. Danieli? Conosco questo signore solo di nome eppure gli ho dovuto riconoscere la bellezza di 5.000 euro.” Per amore della verità Claudio Danieli è uno dei tecnici che durante la stagione 2007-2008 si alternò sulla panchina del Marta, poi divenuto, tramite passaggio di nome e titolo, Virtus Bagnoregio. Al termine del campionato l’allenatore fece anche lui vertenza al club viterbese, al quale il Collegio Arbitrale obbligò il pagamento di 4.876,80 euro, oltre alla penalizzazione di un punto. Quando si dice essere “recidivi”…
La soluzione. La domanda ora è molto semplice: nel caso in cui si dimostrasse che Fabio Tocci debba ricevere quanto crede, chi pagherà? I soci della Virtus Bagnoregio, che nel frattempo non esiste più? Oppure Adriano Clemeno, passato alla guida del Civitavecchia? E chi sarà penalizzato? E se, invece, avesse ragione il club viterbese? Il regolamento prevede una squalifica? C’è chi è pronto a giurarlo. In un modo o nell’altro questo caso farà storia.














Invia nuovo commento