Eccellenza, Nazareno Mosciatti nuovo tecnico della Diana Nemi. E se avesse sbagliato scelta?
di Gabriele Ziantoni
Una pagina scritta fitta. Ricolma di più di venti anni di calcio. Giocato e allenato. A voltarla c’è voluto poco. Il tempo di salire in macchina e lasciare il mare per il lago. Se il grande per il piccolo sarà solo il futuro a dircelo. La nuova pagina è bianca. Vuota. E riempirla non sarà facile come in molti pensano. La Diana Nemi ha indicato il successore di Manolo Liberati: Nazareno Mosciatti. Lo storico tecnico del Divino Amore ha scelto la terza faccia della medaglia. Non più Real Pomezia, con tutte le difficoltà più volte indicate dal trainer gialloblu. Nemmeno l’ipotesi Torvajanica, con tutti gli interrogativi simili a satelliti gravitanti. Ma l’opzione più assurda, senza dubbio quella più semplice. Fuggire e non guardarsi più indietro. Accompagnato, però, dal fedele scudiero Marcello Coccimiglio e spinto, oltre che protetto, dalla mano benevola di Giuliano Montanari. Perché, credeteci, le possibilità che lo storico presidente lasci il mondo del calcio sono pari a zero. E adesso vi spieghiamo il perché.
Divino amore, quale destino? – Entro il fine settimana conosceremo il futuro del Real Pomezia. Le dimissioni di Montanari, arrivate giovedì pomeriggio, hanno, infatti, provocato una serie di reazioni a catena che non si placheranno prima del 30 giugno, termine ultimo per proposte di fusioni e cambi di denominazione, oltre che per la compilazione delle liste di svincolo. L’ipotesi più probabile è che la società sia ceduta: Franco Mancini, nonostante il sostegno, non solo di tempo e impegni, di Federico Coculo non sembra disposto a rilevare il club. Non ne ha la possibilità e dopo un anno travagliato come quello appena trascorso, probabilmente nemmeno la voglia. Nessun problema. Per l’acquisizione di una categoria importante come quella dell’Eccellenza si sono già fatti sotto due acquirenti: Tonino Siclari, ex presidente del Ciampino che porterebbe con sé come tecnico Mario Lenzini, ma anche Aldo Clemeno, che a giugno inoltrato ha ormai sondato, senza esito, le piste di tutte le società sul punto di smantellare. Impossibile che Montanari torni sui suoi passi, mentre non sarebbe da escludere l’eventualità che Mancini, trovato qualche sponsor importante, provi a condurre in porto l’operazione assieme a Coculo. Vedremo. Quello che possiamo dire con certezza è che la squadra appare allo sbando: senza allenatore e soprattutto senza giocatori. Barile, Spaziani, Petroccia e Sopranzetti, giocatori calciatori di Montanari, si sono da tempo accordati con l’Ostiamare. Anche Paolo Tocchi e Stefano Gioacchini sembrano lontani dal Comunale: sicuramente, però, non approderanno a Nemi.
Nemi: primi vagiti e primi problemi? - Mosciatti, infatti, dovrà ricostruire per intero la squadra, partendo esclusivamente dalla base, ottima, lasciata da Manolo Liberati. E poi da solo: Coccimiglio svolge più le funzioni di segretario che di direttore sportivo e il suo “mentore” entrerà in società ma non ora. Montanari farà, infatti, sicuramente parte della cordata lacustre, anche se resta da stabilire in che ruolo. L’impressione, che con il passare delle ore diventa sempre più certezza, è che le dimissioni dell’ormai ex presidente gialloblu siano state un modo di mettere in difficoltà, oltre che alle strette, la coppia Mancini-Coculo. Al fatto che un sodalizio storico come quello tra Mosciatti e Montanari si rompa per un’inezia o per una serie di incomprensioni non pensateci proprio. I due rimarranno insieme, sul lago come sul mare. Basterà solo far trascorrere qualche tempo, far calmare le acque e poi saranno di nuovo fianco a fianco. Resterebbe da puntellare la figura di Marcello Coccimiglio, perché voci molto accreditate lo vorrebbero già barcollante. La notizia che tra Bevilacqua, vicepresidente del Diana Nemi e vero finanziatore del club e il diesse non corra buon sangue è nota. Quanto questo nuovo assetto rimarrà in piedi? Con l’arrivo dell’autunno, specialmente dalle parti del lago, il vento spira forte e la possibilità di scivolare, soprattutto su un tappeto di foglie secche, è sempre dietro l’angolo. Ma questo è un rischio che si può correre preferendo le montagne, al mare.














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