Giovedì ,20 Ottobre 2011
 

Dopo Malagrotta, sit-in anti-discarica alla Pisana. "Sacchi umani" e striscioni

di Giovanna Sfragasso
“Siamo considerati rifiuti umani”. Questo il messaggio lanciato dai cittadini di Riano, Corcolle e Fiumicino che, vestiti da sacchi dell’immondizia, si sono radunati mercoledì davanti alla sede del Consiglio regionale del Lazio per chiedere un’inversione di tendenza sulle politiche dei rifiuti, mentre era in corso una seduta straordinaria sul tema.
I protagonisti. La protesta è stata indetta dal coordinamento “Rifiuti zero per il Lazio”: la sigla raccoglie tutti coloro che non vogliono più discariche o inceneritori, né temporanei né definitivi, e che attendono l’approvazione di un piano dedicato all’incremento della differenziata e del riciclo, capace di evitare “di riproporre la situazione di Malagrotta in giro per il Lazio”. Tantissimi gli striscioni esposti dai manifestanti, in modo particolare dai cittadini di Riano, dove sorgerà secondo le indicazioni del prefetto Pecoraro una delle discariche provvisorie, e di Fiumicino, dove è stato invece individuato il sito di Pizzo del Prete per la struttura definitiva: “Riano condannata a morte”, “Pecoraro monnezzaro”, “Riano non può pagare per l'incapacità di Roma”, “No discariche a Pizzo del Prete”.
Si deve cambiare rotta. “Sono cinque anni che non si approva una legge sui rifiuti - ha detto Massimo Bistacchia, del coordinamento Rifiuti zero e agricoltore a Cerveteri - Ora si vuole approvare direttamente il piano senza fare una legge, dando tutto in mano alle lobby e alla malavita. Sono sette anni che Malagrotta deve chiudere e invece di investire sugli impianti si costruiscono inceneritori. Noi pensiamo, invece, che si debba puntare sulla raccolta differenziata, sul riciclo, abbattendo il numero dei rifiuti alla fonte”.
In piazza il principe Barberini. Davanti alla sede del Consiglio regionale del Lazio c’era anche il principe Urbano Barberini, discendente della dinastia nobiliare romana. “Vogliono realizzare una discarica a pochi chilometri da siti archeologici di rilevanza mondiale. Se facessero una cosa del genere a Versailles i responsabili verrebbero o internati o inseguiti coi forconi”, ha detto il principe, che nella zona di San Vittorino possiede un castello e un’azienda agricola.

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