Detenuti spazzini al centro di Roma. Dal carcere di Rebibbia, in cinque puliranno le aree archeologiche fino al 31 dicembre
Spazzini per cinque mesi. Per ripulire, con l'aiuto di scope, rastrelli e pinze raccoglitrici, le aree archeologiche della Capitale, il cuore della città antica. E' il nuovo lavoro in cui saranno impegnati, per tutto il mese di agosto e fino al 31 dicembre prossimo, cinque detenuti degli istituti penitenziari della Capitale, ammessi al lavoro esterno, che restituiranno il decoro ai Fori e al Teatro di Marcello.
L'iniziativa, presentata ieri mattina al Foro di Traiano, dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, dall'assessore alla cultura, Umberto Croppi, dal soprintendente ai beni culturali del Comune, Umberto Broccoli, dal presidente Ama, Daniele Clarke, dal capo dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, Franco Ionta e dal direttore di Rebbibia, Stefano Ricca, nasce da un protocollo d'intesa, firmato il 13 aprile scorso, tra la Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune, il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e l'Ama, l'azienda di igiene urbana di Roma. L'obiettivo è favorire e indirizzare, attraverso il lavoro, il recupero e la riabilitazione dei detenuti. I cinque detenuti lavoreranno 3 ore al giorno per 5 giorni settimanali, per un totale di 1.620 ore e con un compenso di 7,50 euro netti, per un totale di spesa di 16.200 euro. L'Ama nei giorni scorsi ha formato i detenuti e fornirà le attrezzature per lo svolgimento delle operazioni (scope, rastrelli, pinze raccoglitrici, occhiali). Provvederà, inoltre, allo smaltimento dei rifiuti raccolti. Il progetto era già stato avviato in via sperimentale il 15 agosto e l'8 dicembre scorsi sempre all'interno delle aree archeologiche. Ieri all'opera, con tanto di scopa e tuta, uno dei 5 detenuti coinvolti nell'iniziativa: "Questo lavoro - ha detto - mi aiuta ad alleggerire la condanna e mi serve come riscatto sociale: ho fatto degli sbagli ma in questo modo faccio anche qualcosa per Roma. Poi avere un lavoro in questo momento di crisi è importante". "Bisogna sempre scommettere sulla dignità delle persone e sul loro recupero - ha sottolineato Alemanno - si tratta di mettere insieme diversi segnali: il lavoro e l'attenzione del contesto in cui viviamo. E' un segnale molto forte ed emblematico che questo esempio venga dai detenuti e arrivi ai cittadini".










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