Martedì ,22 Dicembre 2009
 

Dal calcio alla fede e ritorno. Vi raccontiamo la storia di Victor Claudio Vallerini, talento della Primavera, che nel ‘92 lasciò il calcio per entrare in seminario

Il colloquio più strano della sua vita Domenico “Mimmo” Caso l’ha affrontato senz’altro con un calciatore in una giornata di settembre, illuminata da quel sole romano che ama illudere che l’autunno sia un pericolo più lontano di quanto effettivamente non dimostri il calendario. Caso, eroe di una pugnace Lazio del -9 salvatasi dalla B e dal fallimento ed amata dal pubblico biancoceleste come una squadra da scudetto, si sta affermando proprio in quegli anni come quotato tecnico delle giovanili. Alla guida della Primavera laziale, si sta apprestando ad iniziare un ciclo di straordinari successi: in quella stessa stagione raggiungerà la finale scudetto contro l’Atalanta allenata da Cesare Prandelli, zeppa di promesse come il compianto Pisani, giovanissimo idolo della Nord bergamasca poi scomparso in seguito ad un incidente stradale; quindi, nel ’95, il tricolore arriverà alla guida di un autentico dream team. Flavio Roma in porta, Alessandro Nesta in difesa, Marco Di Vaio centravanti, Iannuzzi ad accendere la luce e Franceschini a portare legna a centrocampo, e poi Lucchini, Napoleoni, Cristiano, Di Nicolantonio, Orfei, Piccioni e tutti gli altri. Ma tornando a quella giornata del settembre del ’92, Caso è ancora all’alba di questa cavalcata di trionfi, e chi gli sta di fronte, è al momento uno dei giocatori più promettenti del suo gruppo, un gruppo che come detto in quella stessa stagione si piazzerà secondo in Italia. Un giovane di grande talento, che Dino Zoff ha già portato a Seefeld in ritiro con la prima squadra, in Austria, e proprio con la prima squadra ha iniziato a prendere confidenza col calcio dei grandi, giocando anche nell’amichevole contro i locali dello JSV Schongau. Si tratta di un giovane calciatore dalle spiccate doti, elegante ragionatore di centrocampo ma all’occorrenza schierabile come centrale di centrocampo, come “libero”: alla vigilia dell’esplosione di Beppe Signori e della Lazio cragnottiana, per uno così, ai tempi il paragone naturale in biancoceleste è con Lionello Manfredonia, così come ogni promettente attaccante viene accostato a Bruno Giordano. Insomma, bando ai preamboli: il ragazzo è uno dei talenti di spicco del settore giovanile della Lazio, prima di approdare in biancoceleste è stato anche Nazionale Dilettanti Under 18, e si chiama Victor Claudio Vallerini.


[ fabio belli ]

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