Caso Magni, la Procura Federale respinge il ricorso del calciatore e punisce il Cisterna con due punti di penalizzazione
“Se qualcosa può andar male, ci andrà” recita una delle più famose leggi di Murphy. Meglio se rivisto e corretto in “Se qualcosa può peggiorare, lo farà”. Non è andato affatto bene il ricorso per il “caso Marco Magni”. Sicuramente non per il calciatore, che si è vista confermata la pena, mentre discorso diverso va fatto per Vigor Cisterna e Terracina 1925. Partiamo dal principio: tutto comincia nel dicembre scorso quando la Procura Federale comunica al Terracina l’annullamento del trasferimento del calciatore alla Vigor Cisterna: lo stesso risultava già in prestito alla Pescatori Ostia. Per Magni, che con la maglia biancoceleste aveva giocato due gare, una di Coppa Italia ed una di campionato, la pena è una squalifica di sei mesi. Punite a loro volta il Cisterna, ammenda di 300 euro e inibizione di un mese per il presidente Capitani, e il Terracina, multa di 2000 euro, inibizione di un anno per il patron De Filippis e una penalizzazione di due punti in classifica. La Procura Federale, rivedendo le carte per il ricorso, ha respinto l’appello di Magni, confermandogli la squalifica di sei mesi, ha inasprito la pena del Cisterna, che nel prossimo campionato di Eccellenza partirà con un punto di penalizzazione, ma ha ridotto l’inibizione di De Filippis (da un anno a sei mesi) e l’ammenda a carico del Terracina da 2000 a 1000 euro, pur confermando il “meno 2”. Peccato che i tigrotti non esistano più.
[ gabriele ziantoni ]













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