Venerdì ,02 Dicembre 2011
 

Bilancio: ok all'assestamento. Coperto il buco senza nuove tasse

Dopo una lunga maratona notturna l'Assemblea capitolina ha approvato all'alba l'assestamento di bilancio per circa 120 milioni. Una manovra che si è resa necessaria a causa di un buco provocato da maggiori uscite e minori entrate previsti nel bilancio 2011. L'obiettivo che è stato raggiunto, secondo quanto affermato dal Campidoglio, "é stato nonostante i vincoli imposti dal quadro economico generale, garantire l'equilibrio della spesa, senza introdurre nuove tasse ovvero ridurre i servizi sociali". In pratica, l'assestamento di bilancio per la parte corrente consente di far fronte all'emersione di maggiori spese per un totale di 78,4 milioni di euro, a minori entrate da contributi straordinari di urbanizzazione per un importo complessivo di 10 milioni di euro; a minori entrate relative a misure di condono per 16,2 milioni e a ulteriori 18,8 milioni di euro di minori incassi dal contributo di soggiorno rispetto alle stime contenute nel bilancio di previsione 2011. "L'equilibrio tra entrate e spese di parte corrente viene garantito dal maggior gettito di somme attinenti il recupero di vecchie contravvenzioni per circa 16 milioni di euro - spiegano dal Campidoglio - dai maggiori proventi della lotta all'evasione contributiva e tariffaria per 28,6 milioni di euro, dall'utilizzo di somme precedentemente accantonate in via precauzionale per 36,6 milioni di euro e da economie e sostituzioni di spesa per un importo complessivo di 42,1 milioni di euro". Relativamente alla parte investimenti l'assestamento si caratterizza per un'ulteriore virtuosità che consiste nell'orientare risorse derivanti da opere non più realizzate o realizzabili verso altre finalità, tra cui, appunto, l'estinzione dei mutui e, inoltre, il proseguimento dei lavori sulle metropolitane per circa 20 milioni di euro. Mentre per il sindaco di Roma Gianni Alemanno si tratta di "un grande successo per il Pdl e per tutta l'aula Giulio Cesare perché la manovra è stata approvata senza cedere a emendamenti o a interessi particolari e a pressioni ostruzionistiche", per il capogruppo del Pd Umberto Marroni "a parte alcuni elementi correttivi apportati dall'opposizione come più risorse ai municipi e per le politiche sociali e fondi per le case famiglia, rimane il sostanziale giudizio negativo nei confronti di un provvedimento che taglia pesantemente il piano investimenti, sacrificando opere pubbliche strategiche per la città che avrebbero dato ossigeno al sistema economico e sociale romano". Alessandro Onorato, capogruppo Udc in Campidoglio, spiega: "Abbiamo convintamente votato contro un assestamento che continua a mettere le mani nelle tasche dei cittadini. Una mazzata da 56 milioni, di cui 40 di tagli e 16 di multe in più: questo il conto salato che i romani continuano a pagare per i taglieggiamenti della Lega Nord che, in tre anni e mezzo di governo, è riuscita a ridurre i trasferimenti statali a un lumicino". Durante la nottata si è, poi, consumato un divorzio politico. Il consigliere Pasquale De Luca ha deciso di passare al gruppo misto. Il motivo della decisione sarebbe stata la cancellazione dei suoi 4.000 emendamenti collegati alla manovra. Per Alemanno "non è accettabile che esponenti politici mettano il proprio punto di vista davanti a quello della città".

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