Berlusconi, ok al rinvio del voto. Favorevole anche il sindaco di Roma Alemanno
''La lista di Sgarbi ha diritto a qualche giorno in più'' in campagna elettorale, ha detto Silvio Berlusconi mostrandosi favorevole al rinvio del voto, richiesta presentata ufficialmente dalla Rete Liberal alla Regione Lazio.
Il premier ha fatto sapere di aver espresso al ministro dell'Interno il suo convincimento che ''quando uno ha un diritto è giusto che lo si rispetti", ma il centrodestra nel Lazio non sembra avere una voce univoca. A partire dalla candidata Renata Polverini. "Io sono in corsa ormai da tre mesi - ricorda - una campagna elettorale bellissima, ho incontrato tantissime persone. Penso che si debba andare a votare alla data indicata". "Poi - aggiunge Polverini - c'è un problema che attiene i partiti che hanno subito un'ingiustizia, un ritardo anche nella riammissione della lista e chiaramente la decisione spetta a loro. In queste ore si dovrà necessariamente decidere. Io continuo a dire che questa campagna elettorale è un'avventura bellissima, il territorio è motivato, le persone vogliono cambiare la classe dirigente della Regione Lazio. Lo possiamo fare con grande serenità nella consapevolezza di vincere il 28 e il 29 marzo". Favorevole ad uno slittamento del voto è il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. ''Penso che 15 giorni di ulteriore campagna elettorale, magari parlando dei problemi dei cittadini e non di liste e polemiche, sia molto utile. Se la Regione accetterà la richiesta della lista Sgarbi - afferma Alemanno - credo possa trasformarsi in qualcosa di positivo per la città. Ci permetterà di avere 15 giorni più sereni e più concentrati sui temi di cui dobbiamo discutere''. Contrario al rinvio delle elezioni nel Lazio è Francesco Storace. "La lista Sgarbi era già stata ammessa in tre province su cinque, al punto che è stata invitata alle Tribune regionali Rai - rileva il segretario nazionale de La Destra - Stiamo parlando di un rinvio che non ha alcun fondamento. Del resto, alle politiche non si rinviano le elezioni se una lista viene riammessa in una circoscrizione. A noi, ad esempio, capitò in Abruzzo, mica avemmo il diritto di far spostare le elezioni in tutta Italia". Completamente diverso il punto di vista del consigliere regionale del Pdl Renato Robilotta: "Dopo la richiesta di Sgarbi il rinvio delle elezioni è obbligatorio perché ogni lista ha diritto per legge al limite minimo di quindici giorni di campagna elettorale fissato dal punto 4 del 1° comma dell'articolo 11 della legge 108/68, fatta propria dalla legge regionale. Questa norma prevede in via tassativa che i comuni devono affiggere all'albo pretorio i manifesti elettorali entro il 15esimo giorno antecedente a quello della votazione". La Regione, dice Robilotta, "è obbligata a dare la proroga e non esiste nessuna concertazione con il governo, perchè la responsabilità della convocazione delle elezioni e del procedimento elettorale sta in capo al presidente della Regione, così come prescrive la legge elettorale regionale. E questa volta - sostiene il consigliere - il pasticcio lo ha combinato la Regione, che con il decreto di indizione delle elezioni e con le relative istruzioni ha stabilito che queste elezioni avvenissero a scadenza naturale, inducendo allo sbaglio le commissioni elettorali presso il Tribunale e la Corte d'Appello, mentre il Tar ha sentenziato che sono elezioni anticipate ammettendo dunque liste escluse". Motivo per cui ora, secondo Robilotta, "Montino deve anche riaprire i termini per la presentazione delle liste, altrimenti le elezioni possono essere annullate, perché l'errore nel procedimento elettorale e' stato compiuto dalla Regione che ha stabilito regole sbagliate rispetto a queste elezioni. Buon senso vorrebbe - conclude l'esponente del centrodestra - mettere intorno a un tavolo tutte le istituzioni competenti e tutto il sistema politico per trovare un rimedio a elezioni che si stanno trasformando in un vero e proprio caos".









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