Aumento dei pedaggi autostradali: Zingaretti ricorre al Tar
Cancellare "un balzello odioso e profondamente ingiusto che colpisce solo ed esclusivamente le fasce sociali più deboli". E' il messaggio-richiesta del presidente della provincia di Roma, Nicola Zingaretti, contro il decreto che ha deciso l'aumento dei pedaggi autostradali a partire dallo scorso primo luglio. L'amministrazione provinciale ha deciso di rivolgersi al Tar del Lazio; il 19 luglio sarà depositato il ricorso e sarà chiesta la fissazione urgente dell'udienza di discussione.
Nel corso di una conferenza stampa, sono state chiarite le motivazioni del ricorso amministrativo e le sue argomentazioni principali. Il presidente della provincia Zingaretti ha lanciato due appelli: ai parlamentari tutti "perché battano un colpo e difendano il nostro territorio da una tassazione incredibilmente iniqua", e ai sindaci della provincia "perché aderiscano, promuovano o si associno al nostro ricorso al Tar". E, a chi gli ha chiesto della posizione del comune di Roma e della regione Lazio, il suo messaggio è stato chiaro: "Io faccio le mie cose, gli altri agiscano secondo coscienza. Certo è che l'adesione del sindaco Alemanno sarebbe molto importante, visto la città che rappresenta. Crediamo che i cittadini si debbano difendere con denunce e proteste, ma anche con il mettere in atto tutte le attività necessarie per eliminare le ingiustizie". Andando nei particolari, per l'amministrazione provinciale, il decreto sull'aumento dei pedaggi è illegittimo e irrazionale. La legge dispone la maggiorazione dei pedaggi "in ragione dell'interconnessione al Gra e alla Roma-Fiumicino, ma questa interconnessione - si sostiene - in realtà non sussiste perché su 9 caselli individuati dal governo nella provincia di Roma per il pagamento, ben 8 non sono necessariamente interconnessi con le tratte di strade in gestione diretta Anas e soggette al nuovo pedagio". Per la provincia di Roma, "la vera radice del provvedimento é quella di imporre sostanzialmente una tassazione priva di giustificazione". L'aumento dei pedaggi è inoltre ritenuto illegittimo "perché individua il Gra come tratta o raccordo autostradale in gestione diretta da sottoporre a pedaggio, mentre in nessuna parte del provvedimento viene espressa una logica ragione per la quale il Gra debba o possa essere considerato come autostrada o raccordo autostradale", ma anche perché è "in contrasto con la direttiva Cee relativa alla tassazione a carico dei Tir adottata al fine di eliminare le distorsioni di concorrenza tra le imprese di trasporto degli Stati membri".









Invia nuovo commento