Antonio Cinelli, “il professore”. L'intervista esclusiva con l'ex talento della Lazio in prestito a Lumezzane.
Di solito, si va a giocare in prestito per “farsi le ossa”, per guadagnare maggiore considerazione e soprattutto esperienza in un mondo come quello del calcio in cui il metodo del “pensa veloce, agisci veloce” è l’imperativo. Quando invece si riesce ad ottenere risultati di grande valore, e soprattutto si riesce ad imporre sè stessi come titolari in un contesto di alto profilo, è logico che l’entusiasmo sia quello che accompagna l’andare oltre le aspettative iniziali. Antonio Cinelli è comunque abituato a farsi carico di responsabilità importanti. Classe ‘89, ha fatto tutta la trafila nel settore giovanile della Lazio fino a diventare capitano della Primavera allenata da Roberto Sesena. Centrocampista straordinariamente duttile, capace di fare la differenza sia in fase di regia che di interdizione, Cinelli nella scorsa stagione ha fatto parte della squadra che ha macinato record ottenendo il primato di punti in assoluto per la Lazio nella regular season del campionato Primavera, raggiungendo peraltro dopo diverse stagioni di assenza l’ingresso nella final eight scudetto. In estate, è arrivato poi il prestito al Lumezzane, ambiziosa realtà di Lega Pro, impegnata nel campionato di Prima Divisione. In terra bresciana Cinelli ha saputo rapidamente imporsi come centrocampista chiave di una squadra che ha saputo andare avanti anche in Coppa Italia fino agli ottavi di finale contro l’Udinese. Merito dell’ottimo feeling con il tecnico Leonardo Menichini, che ha saputo valorizzarlo sin dalle sue prime apparizioni. Con la squadra in lotta per l’accesso ai play off per la promozione in Serie B, Cinelli spera che il meglio per sè e per la squadra debba ancora arrivare.
Antonio, a Lumezzane il tuo arrivo era una scommessa, e invece non si è dovuto nemmeno pazientare troppo per osservare i primi, ottimi risultati...
“E’ vero, finora il quadro della mia esperienza in Lombardia è ampiamente positivo. Non pensavo di trovare tanto spazio sin dall’inizio, ed invece ho agito quasi sempre da titolare. Ampi meriti, va detto, sono del mister che ha capito subito cosa dovevo fare per migliorarmi, e mi ha spronato a limare e perfezionare tutti gli aspetti che gravitano attorno al mio ruolo.”
In un campionato come quello di Prima Divisione, l’agonismo è esponenzialmente superiore rispetto a quello Primavera. Com’è stato l’impatto con questo tipo di realtà?
“Ti ritrovi di fronte gente che spesso può vantare una grande esperienza, avversari che hanno fatto per anni la Serie B, altri che sono autentici veterani della categoria: rispetto alla Primavera è tutta un’altra cosa, ma ogni situazione è utile per migliorare ed imparare qualcosa di nuovo.”
[ fabio belli ]
L'intervista completa all'ex biancoceleste sull'edizione di oggi del nostro giornale
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