Venerdì ,23 Luglio 2010
 

Ambiente, WWF: "Villa Ada ai privati". Il Campidoglio smentisce

Le ville storiche di Roma rimarranno pubbliche, nessuna vendita in vista. A poter essere affidati in concessione saranno alcuni casali e strutture all'interno di villa Ada, villa Borghese, villa Pamphilij e altre ville storiche della Capitale perché non siano più abbandonate a se stessi ma a disposizione dei cittadini. E così la privatizzazione di Villa Ada, paventata dal Wwf che ha scritto una lettera ad Alemanno, resta per ora solo nell'ultimo romanzo di Niccolò Ammaniti.

La giunta comunale di Roma ha approvato una memoria che contiene una lista di cento strutture all'interno di ville storiche ma anche collocate nella campagna romana. "L'obiettivo - ha spiegato il responsabile del X dipartimento (Ambiente) Paolo Giuntarelli - è quello di indire un bando pubblico per dare in concessione le strutture a chi possa utilizzarle per attività culturali, ludiche e ricreative". Con la memoria, la giunta dà mandato al dipartimento per la stesura di un vero e proprio regolamento e la facoltà di indicare quali siano i casali da mettere a bando e con quali finalità. Poi, sarà compito della giunta approvare la delibera che dovrà, in ogni caso, compiere il normale iter che la porterà prima in commissione ambiente e poi in consiglio comunale per l'ok definitivo. La concessione dovrebbe essere data per sei anni rinnovabili e prolungabili proporzionalmente a quanto il concessionario ha speso per le migliorie della struttura o per il canone pagato al Comune. La memoria approvata ha messo in allarme il Wwf che ha gridato il suo 'no' alla privatizzazione delle ville storiche di Roma predetta dall'ultimo best seller di Niccolò Ammaniti "Che la festa cominci" nel quale si racconta dell'acquisto di villa Ada da parte dell'imprenditore Sasà Chiatti, figlio di un carrozziere di Mondragone, che riesce ad aggiudicarsi l'acquisto della residenza del Duce che il comune ha messo in vendita per rimpinguare le casse. A smentire questa ipotesi è stato l'assessore comunale all'Ambiente Fabio De Lillo che ha definito quello del Wwf come un "atteggiamento ambientalista di vecchio stampo:atteggiamenti del genere in passato hanno fatto sì che dei veri e propri gioielli di proprietà del Comune cadessero in uno stato di totale degrado e abbandono. Un degrado inaccettabile su cui abbiamo il dovere di intervenire".

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