Mercoledì ,25 Gennaio 2012
 

Allievi Regionali B, Cerboni stende la Fonte Meravigliosa e regala al Real Tuscolano la vittoria nella ripetizione della gara del girone A

La Fonte Meravigliosa è uscita sconfitta dal Moscarelli

Emiliano Magistri
Un lampo di Cerboni basta al Real Tuscolano per fare sua la ripetizione della gara contro la Fonte Meravigliosa e raccogliere tre punti pesantissimi in chiave salvezza. Ora i padroni di casa possono iniziare a guardare con maggiore fiducia al futuro e provare ad uscire da una situazione di classifica piuttosto deficitaria.

Il fatto. La partita Real Tuscolano - Fonte Meravigliosa, valida per girone A del campionato Allievi Regionali B, venne sospesa lo scorso 11 dicembre dall’arbitro sul risultato di 2-1 a favore dei padroni di casa. Si è rigiocata dopo che giovedì scorso la Commissione Disciplinare Territoriale ha deciso anche per la riduzione della squalifica del giocatore Rolando Gravilà dal 30 giugno al 30 aprile 2012. La decisione del direttore di gara giunse dopo l’espulsione di Gavrilà: il giocatore, allontanato “per frasi ingiuriose, dopo che gli era stato mostrato il cartellino rosso, iniziava a spintonare l’arbitro ripetutamente sul petto procurandogli momentaneo dolore. L’arbitro a questo punto, sentendosi colpito nella dignità di uomo e di arbitro e non sentendosi più nella serenità e tranquillità idonea per poter continuare a dirigere la gara, emetteva il triplice fischio sospendendola definitivamente”. Era il 29’ del secondo tempo e il Giudice Sportivo comminò la sconfitta a tavolino a carico della Fonte Meravigliosa e la squalifica del ragazzo fino al 30 giugno.

Il cambio. La sentenza della CDT ha ribaltato in toto o quasi la decisione iniziale, ma fanno riflettere in particolare le motivazioni: “Come più volte accennato la decisione di sospendere la gara è evento eccezionale e che deve essere adeguatamente motivato o da una concreto pericolo per l’incolumità dell’arbitro o da una effettiva menomazione fisica o psicologica dovuta alla gravità delle percosse subite [...] Non è certo richiesto ad un arbitro un coraggio fuori dalla norma, ma una sensibilità media che, in un caso del genere, lo avrebbe indotto ad attendere che il calciatore venisse allontanato dal terreno di gioco per poi riprendere tranquillamente la gara. Infine, ad abundantiam, l’Arbitro non ha messo in atto nessuno degli accorgimenti che, pure, in un caso del genere andavano adottati, primo fra tutti quello di responsabilizzare il capitano della squadra e poi il dirigente accompagnatore affinché si adoperassero a calmare il Gavrilà e poi ad accompagnarlo fuori [...]”.

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