Allievi e Giovanissimi Nazionali: oggi la Roma cerca lo scudetto contro Juventus e Milan
dall'inviato a Montepulciano
Daniele Priori
ALLIEVI - Ultimo giro di lancette, il ticchettio dell’orologio che fa da countdown all’ora del giudizio, l’attesa che cresce minuto dopo minuto, il chiodo fisso nella testa dei giocatori, un unico sentimento ad ottenebrare le menti. Il 17 giugno è finalmente arrivato, cuori impavidi si facciano avanti, oggi pomeriggio si assegneranno gli scudetti Allievi e Giovanissimi. Gli sforzi di una stagione, le sofferenze, i patimenti, soddisfazioni e delusioni, l’ansia del pre-gara, i tifosi, la paura di sbagliare, le parole nell’orecchio di un compagno, la corsa sulla fascia, avanti e indietro, la rabbia, l’agonismo, sapere cosa fare. Tutto balla sul palcoscenico finale, tutto è in palio, tutto quello che c’è stato e che magari ci sarà. Negli occhi dei giocatori la consapevolezza che non tutti avranno una carriera piena di giorni come questi, in pochi arriveranno, gli altri ci avranno provato. Adesso però c’è solo lo scudetto, c’è solo la voglia di alzare al cielo il tricolore e non pensare a niente. Adesso è il presente che hanno sempre sognato, passato e futuro non hanno importanza sul prato di Montepulciano, vuoto cosmico stilizzato senza spazio nè tempo: c’è solo un rettangolo verde, un omino in nero e ventidue giocatori pronti a fronteggiarsi fino all’ultimo respiro. Non ci sarà ragione, non ci sarà pensiero. Intuizione e lucidità, fiuto e concentrazione. In panchina due persone dallo sguardo penetrante, la chioma di Guidoni (goà l’anno scorso sulla panchina dei bianconeri) e il cappellino di Stramaccioni, la Juventus contro la Roma, in mezzo il sogno scudetto. Il calcio regala emozioni infinite a tutti i suoi veneranti sudditi, a qualsiasi livello, in qualsiasi posto, che sia in uno stadio con milioni di spettatori o un cortile di una parrocchia di periferia senza tribunetta...
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GIOVANISSIMI - Se glielo avessero detto un anno fa di arrivare in finale, quando stava per iniziare la sua prima avventura da allenatore, lui avrebbe risposto consapevolmente che ne era sicuro. E’ il primo anno di Vincenzo Montella seduto su una panchina, un anno passa veloce e lascia pochi sassolini nelle scarpe. Lui però è riuscito ad azzittire subito anche i più scettici, dimostrando che puntare su un ex giocatore in una delle categorie più importanti delle giovanili, si può fare. Adesso, quella che era la prova del nove, soprattutto dopo le parentesi di Bastia e torneo Nike, è stata superata con ottimi voti. I giallorossi sono riusciti a raggiungere obiettivi importanti, battendo avversari insidiosi ed esprimendo un’ottima qualità di gioco. Talvolta però l’undici capitolino ha dovuto rimboccarsi le maniche recuperando passivi maturati subito dopo l’inizio delle partite. E’ capitato nelle prime due giornate della final eight, contro la Reggina nella gara d’esordio e nel faccia a faccia decisivo con la Juventus. Due successi raccolti grazie ad una squadra abituata a non mollare mai, la tenacia del resto è una delle caratteristiche più confortanti di questa compagine. Con i calabresi, sotto di 2-0, la Roma è riuscita a ribaltare il risultato, conquistando il gol decisivo nel recupero grazie al gol dell’ex Urbetevere Teti. Così è capitato anche nella partita con la Juventus, con i bianconeri capaci di andare in vantaggio in apertura grazie al gol di Galiera. E’ servito un gran pallonetto di capitan Romagnoli e la rete in contropiede di Nanni a rimettere la storia sui giusti binari, quelli che portano direttamente a Montepulciano...
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