Al via un progetto di ippoterapia per i bimbi emofilici
Rompere l'isolamento e socializzare con altri bambini, grazie all'aiuto dell'ippoterapia, per condurre una vita il più possibile normale, nonostante la diagnosi di emofilia. E' l'obiettivo del progetto 'Il cavallo: compagno di giochi e di vita' promosso dall'azienda Baxter e dall'associazione Auriga Onlus (Centro di attività equestri integrate) che partirà il prossimo 13 novembre, coinvolgendo i pazienti (tra i 3 e i 12 anni) dei Centri Emofilia della Regione Lazio, con attività individuali e di gruppo. "L'emofilia è una malattia cronica e inguaribile e sta aumentando l'aspettativa di vita ma non va di pari passo la qualità della vita - ha affermato il senatore Antonio Tomassini, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, intervenuto all'incontro - . Invece, è fondamentale che i pazienti facciano attività fisica, acquisendo un equilibrio psico-emotivo per stare con agli altri. Con questo progetto, ci aspettiamo un miracolo da quell'animale, il cavallo, che è capace di rendere uguali tutti quelli che ci salgono sopra". I poli ospedalieri coinvolti sono il Bambino Gesù, dove sono in cura 20 ragazzi, il Policlinico A. Gemelli, dove c'é un analogo numero di bambini e il Policlinico Umberto I, che ha in cura circa 70 bambini emofilici. Il progetto consente di accedere al Centro Equeste, nei pressi del Parco di Veio, a Roma e di fare un'attività compatibile con le condizioni del bambino, in sella ai cavalli. "E' un approccio diverso - ha aggiunto Maria Gabriella Mazzucconi, del Policlinico Umberto I - e potrebbe essere di giovamento per la socializzazione". "L'emofilia non ha fermato la voglia di sport di un bambino seguito da oltre 15 anni dal Centro Emofilia del Gemelli - ha sottolineato Raimondo De Cristofato, del Policlinico romano - che è diventato campione nazionale di galoppo ed è arrivato al pentathlon".









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