Sicurezza

di Giovanna Sfragasso
Microcriminalità, degrado urbano e paura di essere aggrediti: il 71% dei romani non si sente sicuro nella Capitale. A rivelarlo è un sondaggio condotto da Swg tra il 10 e il 13 gennaio 2012 su un campione di ottocento soggetti per conto del Partito Democratico di Roma.

L’allarme criminalità a Roma torna a far parlare di sé: sono 33 le vittime contate dall’inizio dell’anno in agguati e sparatorie generalmente riconducibili a guerre fra bande per il controllo del territorio o per lo spaccio di droga. Ultimo, il duplice delitto avvenuto martedì sul litorale romano, dove hanno perso la vita Giovanni Galleoni e Francesco Antonini, due boss di Ostia legati, secondo alcuni, all’eredità della banda della Magliana. Ignoti, ancora, i responsabili del crimine.

Una mozione bipartisan per chiedere più uomini e mezzi tra le forze dell'ordine e fronteggiare "con più risorse" gli episodi di microcriminalità che "ormai sono in aumento anche nel centro della Capitale". L'emergenza sicurezza a Roma mette d'accordo tutti, maggioranza e opposizione alla Regione Lazio. L'iniziativa, una mozione firmata dai capigruppo di tutti i partiti del parlamentino regionale, è stata annunciata dopo un incontro in Questura a Roma tra i rappresentanti dei vari partiti, i dirigenti locali della polizia e lo stesso Questore, Francesco Tagliente.

Meno reati, meno omicidi, meno furti e rapine. Ma una tensione sociale che sfocia in una crescita dei reati contro la persona, come le lesioni, le percosse, le ingiurie e le minacce. E' la foto di una società forse più sicura ma più in crisi quella scattata dal primo Rapporto sulla criminalità nel Lazio, presentato questa mattina in Regione dalla governatrice Renata Polverini. Un documento-mappa di ben 450 pagine che evidenzia sia complessivamente che provincia per provincia e addirittura Comune per Comune (nel Lazio sono 378) "le occorrenze dal 2006 al 2010 di 34 fattispecie di reato".

di Giovanna Sfragasso
Un aumento dell’organico delle forze dell’ordine, un maggiore controllo sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico e una strategia mirata alla lotta al bullismo e alle bande giovanili. Tre le richieste che il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno, avanzerà al ministro dell’Interno nel corso dell’incontro che, ha annunciato, “ci sarà venerdì in Campidoglio”, dopo il forfait, per un contrattempo, dato da Roberto Maroni ieri al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza.

Più uomini e meglio utilizzati sul territorio: così Roma diventerà più sicura. O almeno così si prepara alla stesura del terzo Patto per la Sicurezza in città che vedrà riunite le istituzioni e le forze dell'ordine per una maggiore tutela del territorio. La firma arriverà a settembre, ma intanto, "dopo l' espletamento dei concorsi in atto, tra agosto e settembre, arriveranno a Roma 300 carabinieri e 60 poliziotti in più. Nei mesi successivi, tra la fine dell'anno e la primavera, ci sarà un'ulteriore integrazione".

Tiratori scelti sui tetti, forze speciali in campo e 2.500, tra militari e agenti, per le strade di Roma in occasione dell'arrivo di almeno 42 capi di stato stranieri e altre 450 autorità "esposte a rischio", tra cui il vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e i reali di Spagna. I vertici delle forze dell'ordine e della prefettura della Capitale cominciano a mettere a punto la macchina della sicurezza in vista delle celebrazioni della festa della Repubblica a Roma, il prossimo due giugno, quando lo stato di allerta sarà al massimo livello.

Sarà a breve firmata dal questore di Roma l'ordinanza "dispositiva" per la gestione della sicurezza nella tre giorni della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II nella Capitale, in concomitanza con il concerto del primo maggio. Il documento è di quasi 200 pagine e riguarderà quattro eventi in particolare: la veglia di preghiera di sabato prossimo a San Pietro, dalle 17:30; la cerimonia di beatificazione di domenica, quando si svolgerà anche il concerto a San Giovanni e la messa di ringraziamento prevista per lunedì.

Un colpo alla politica della sicurezza del Campidoglio arriva dalla Consulta, che ha infatti stabilito che sono "illegittimi" gli ampli poteri di ordinanza dei sindaci previsti dal 'pacchetto sicurezza'. Ma il Campidoglio non recede anzi in serata il delegato alla sicurezza Giorgio Ciardi dice: "le nostre ordinanze vanno avanti".