Una cabina di regia che mette in contatto le fasce deboli con progetti della società civile per dare un lavoro alle persone fragili uscendo dalla logica dell'assistenzialismo. Il Comune di Roma crea Retis, non un ufficio di collocamento ma una realtà che tramite una banca dati e un investimento di 700 mila euro inserisce nel mondo del lavoro lavavetri, nomadi, vittime dello sfruttamento sessuale.